
Nonostante la policy adottata da Google al lancio del suo Street View, sembra proprio che il servizio pecchi per quanto riguarda la tutela della privacy.
Google Street View è infatti già finito nel mirino del Garante della privacy dal momento che molti utenti si sono lamentati per l'invadenza e soprattutto perchè, a dispetto delle tante garanzie fornite, sono molte le persone il cui volto è stato ripreso per intero dalle telecamere di Mountain View oppure le targhe delle auto che non sono state oscurate.
"Abbiamo inviato una lettera al Garante per la privacy e alla Polizia Postale", ha dichiarato Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc, "chiedendo un chiarimento circa il rispetto della normativa sulla privacy da parte del servizio Google Street View e la sussistenza di eventuali abusi della normativa nell’utilizzo dello strumento. Abbiamo ricevuto decine di telefonate di protesta di persone che si sono identificate o che hanno paura di esserlo".
"Questo perché il servizio offre una panoramica a 360° gradi della zona prescelta, mostrando le immagini anche di persone e veicoli. E’ incorporato un sistema automatico di riconoscimento e successivo oscuramento dei volti e delle targhe ma, data la sua automaticità, è possibile che in determinate occasioni tale riconoscimento non possa essere effettuato, lasciando visibile e quindi riconoscibile il volto o la targa. Non è sufficiente la clausola di garanzia della segnalazione per essere cancellati. E’ materialmente impossibile, per gli utenti, verificare tutti i luoghi dove si potrebbe essere stati fotografati"
Google, interpellato dal Garante, si è già impegnato ad applicare precise regole a tutela della privacy precisando però, per bocca di Marco Pancini che "tutte le immagini vengono scattate in luoghi pubblici e sono del tutto identiche a quelle che qualunque persona potrebbe scattare camminando per le strade di una città".
"Google è attivamente impegnata a rispettare la legislazione vigente in ciascun paese in cui rende disponibile Street View", ha aggiunto Pancini. "La prima garanzia per la privacy dei cittadini è la tecnologia di offuscamento dei volti e delle targhe delle vetture, ma esiste anche una procedura molto semplice affinché i cittadini possano richiedere la rimozione delle immagini che ritengono lesive della propria privacy o comunque inappropriate, anche nel caso di immagini già offuscate".
Una spiegazione non certo inattaccabile dal momento che, ha sottolineato il Garante, è necessario fare in modo che gli utenti non si sentano sotto pressione e ripresi per essere mandati online per cui è necessario fare del tutto pur di garantire la loro protezione.
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