
Il successo internazionale di Facebook, dal 2004 uno dei social network più utilizzati della rete, ha provocato una serie di reazioni atte a clonare il modello ideato da Marl Zuckeberg. E questo sia per quanto concerne le sue linee estetiche, sia rispetto alle funzionalità.
Una tendenza che, nonostante la minaccia della “Facebook Inc” di denunciare tutti i casi di plagio, non accenna ad arrestarsi.
Tra le scopiazzature più evidenti troviamo il sito tedesco StudiVZ, che tra l'altro sta portando diversi problemi al decollo della piattaforma Facebook in Germania, e il social network cinese Xiaonei, che ricorda in maniera quasi imbarazzante le linee e i colori del corrispettivo statunitense.
Distante anni luce da questi casi di pura e semplice riproduzione, Hatebook è una vera innovazione nel settore dei social network. Infatti, anche se i rimandi al ben più noto Facebook sono già evidenti dal nome, il tutto viene rielaborato in chiave parodistica.
Già, perché mentre con la maggior parte dei servizi dedicati alla costruzione di reti sociali ci si impegnia a mantenere i contatti, pubblicare materiale scambiare idee e pareri con i nostri amici, con Hatebook l'unico scopo resta quello di “odiare” i propri contatti.
Ovviamente senza esagerare e sempre con un pizzico di ironia, dato che sembra quasi di essere al ristorante trasteverino “La Parolaccia”.
Il linguaggio dello stesso Dr Evil (l'autore della piattaforma, o comunque colui che la gestisce) è un po' spinto ma mai veramente offensivo: se sbagliate l'inserimento della password vi chiederà se per caso lo state prendendo in giro, e se alla fine vi arrendete e confessate di averla persa non perderà un solo attimo a definirvi dei loser!
Hatebook si autodefinisce “anti-social utility” e le sue logiche di funzionamento sono completamente invertite rispetto a quelle del gemello buono Facebook: a registrazione avvenuta, dove tra le possibili occupazioni troviamo impieghi alquanto singolari, l'applicazione ci indica immediatamente le persone che potremmo conoscere e poi non resta che iniziare ad inserire i nostri contatti tra i nemici giurati e iscriverci ai diversi Hate clan.
D'altro canto, come lo stesso Hatebook suggerisce nella sua home page, "everybody loves to hate".
Gossip, segreti svelati, battute al vetriolo e toni accesi sono la cornice di questo social network alquanto stravagante, innovativo e sicuramente non adatto agli animi sensibili o con poco senso dell'umorismo.
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