
Durante le ferie di Pasqua, il ranking di tutti i libri gay su Amazon si era improvvisamente abbassato e la letteratura omosessuale sembrava essere sparita dagli scaffali della più grande libreria virtuale del web.
Perfino Annie Proulx, autrice di Brokeback Mountain, non compariva più tra gli scrittori di besteseller. Cosa è successo?
Sul Corriere della Sera è spiegato bene: "Amazon aveva messo un filtro che escludeva 57.310 libri causa argomenti e/o autori omosessuali (c’erano anche saggi di sessuologia e di medicina) dalle classifiche online e dalle ricerche di routine". Secondo Amazon il motivo dell'inserimento di tali filtri risiede nella selezione di materiale per adulti e nella cautela con cui è necessario trattare alcuni clienti.
Ma in Rete, com'era prevedibile che accadesse, si è scatenata la bufera e su Twitter, Facebook e su alcuni blog dedicati all'omosessualità si sono mobilitati omosessuali ed eterosessuali che hanno così movimentato il fine settimana pasquale. Su QueerBlog, il post riguardante l'argomento è stato addirittura, e giustamente, taggato omofobia.
Amazon non è rimasto indifferente al caos creato dagli abitanti del web e subito ha deciso di scusarsi e di -inventare?- qualche scusa che a molti è sembrata grossolana: il problema è stato causato da un errore di catalogazione.
Dopo le dovute scuse e le dovute garanzie, su Amazon, da ieri pomeriggio, sono nuovamente disponibili alcuni dei titoli che erano improvvisamente scomparsi ma la brutta figura di Amazon resta e sono in molti a pensare che non c'è da fidarsi e che è meglio stare attenti al modo in cui la weblibreria "cataloga" e, quindi, tratta i libri gay e non.
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