
La puntata di Report di ieri, domenica 10 aprile 2011, sta facendo discutere tutti: il reportage, chiamato Il prodotto sei tu, ha mostrato come i social network e i motori di ricerca utilizzino i dati degli utenti per venderli a terze parti e dunque guadagnare.
La Gabanelli e il suo staff hanno analizzato soprattutto Facebook, Google e YouTube per quel che riguarda la privacy e hanno per questo scatenato malumori a non finire tra gli addetti ai lavori che si stanno scatenando contro la trasmissione accusata di pressapochismo e superficialismo.
A ben vedere, infatti, Report ha analizzato superficialmente il fenomeno e utilizzando un linguaggio semplice e spesso banale ha instillato più paura che fiducia nel mezzo in un Paese da sempre alle prese con i problemi legati all'alfabetizzazione informatica.
Il Mi Piace di Facebook, per esempio, è stato analizzato come strumento grazie al quale l'azienda acquisisce dati degli utenti per far in modo che arrivi loro pubblicità mirata in base ai loro gusti; YouTube è stato presentato come strumento che permette, tramite la pubblicazione dei video, furti d’identità ma anche l'utilizzo per altri scopi delle immagini pubblicate; Google è finito nel mirino di Report in quanto secondo gli autori dell'inchiesta non tutela la privacy degli utenti e non offre assistenza a coloro che riscontrano problemi con la promozione del proprio sito web.
Se diamo un'occhiata a Twitter i messaggi in cui si parla di #report la Rete si sta scatenando sostenendo che la problematica è stata trattata in maniera poco consona anche se sono in molti a credere che, non essendo rivolta ai professionisti della Rete, sia stata comunque utile per far conoscere al grande pubblico la materia.
L'autrice del servizio sarà disponibile in chat oggi pomeriggio a questo indirizzo mentre qui si puo' rivedere la puntata di Report andata in onda ieri sera.
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