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16 Dec

Italia-Giappone 4-3: la fortuna si colora d’azzurro [VIDEO]

Francesco Calderone - 20 giugno 2013
20 giugno 2013
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Italia in semifinale di Confederations Cup. Battuto il Giappone 'italiano', durante una partita ai limiti dell'incredibile dove si testa, si cambia ma si dimostra ancora una volta che la Nazionale Azzurra è in grado di far tremare i propri tifosi. Sotto di 2 gol, l'Italia pareggia, supera, si fa riacciuffare ed infine vince grazie a Giovinco e tanta fortuna, per un 4-3 comunque emozionante che lo stesso ct nipponico, Alberto Zaccheroni, non ha esitato ad accomunare al leggendario Italia-Germania 4-3 del 1970. Ora è Brasile, ma mancherà uno dei pupilli di Prandelli: Daniele De Rossi.

La partenza fulminea è del Giappone targato Zac, che passa in vantaggio con un penalty realizzato da Honda, al 22', e successivamente con un pregevole gesto tecnico di Kagawa al 34': entrambi causati da disattenzioni della retroguardia azzurra, prima di De Sciglio e poi di Marchisio e Chiellini.

La Nazionale non va: sul 2-0, Prandelli cambia Aquilani con Giovinco, ma Pirlo non inventa. La chiave di volta è il giallo del diffidato De Rossi: la rabbia per aver perso la possibile occasione di affrontare il Brasile lo porta a riaprire la partita, siglando il primo gol azzurro, di testa su calcio d'angolo di Pirlo. Tanti sussulti a fine primo tempo ma niente di più.

Nella ripresa però il cambio di passo azzurro: al 50' il pareggio arriva con un'autorete di Uchida e poi Balotelli realizza il rigore concesso per un errore di Hasebe. La fortuna azzurra è evidente e Chiellini, a fine partita, non lo nasconde: “Non bisogna negare che siamo stati un po' fortunati nel risultato”. La partita vede ancora due reti: al 69' arriva il gelido pareggio di Okazaki, di testa da calcio piazzato. Successivamente, all'85' arriva il definitivo 4-3 targato Giovinco, su assist di Marchisio.

Ma la fortuna ha certamente graziato gli azzurri che, all'81', hanno potuto giovare di una porta praticamente stregata: prima il palo di Okazaki e, di ribattuta, la traversa di testa di Kagawa. Che la 'dea bendata' aiuti gli audaci si sa, eppure è bene ricordarsi che col Brasile, in semifinale, non basterà, nè servirà, la fortuna, ma una mentalità ed una prestazione sicuramente superiori. Incrociamo le dita!

[foto: qn.quotidiano.net]

Francesco Calderone

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