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Juve-Inter di una notte d’Agosto finisce ai rigori, tra gli sbadigli

LaRedazione
7 agosto 2013
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E’ solo calcio d’agosto, ma quando Inter e Juventus si affrontano le tifoserie entrano in fermento e se una delle due squadre prevale, seppur ai rigori e dopo una partita scialba, l’occasione è buona per i primi sfottò. Nerazzurri e bianconeri si sono affrontati per evitare l’ultimo posto nella Guinness Cup, toccato alla Juventus in virtù della sconfitta maturata ai rigori, dopo che la partita ai tempi regolamentari è terminata con il risultato di 1 a 1. Se proprio si devono scorgere i primi segnali d’allarme, nonostante la natura amichevole di queste partite, a essere preoccupati dovrebbero essere prevalentemente i bianconeri, che anche contro la squadra di Mazzarri hanno palesato alcuni evidenti problemi di condizione e che fra circa dieci giorni dovranno contendere alla Lazio la Supercoppa italiana.

La partita, terminata in parità grazie ai gol di Alvarez al 29’ e di Vidal al 45’ (su rigore), non ha entusiasmato per vitalità, evidenziando come le due squadre abbiano cercato soprattutto una migliore condizione e di perfezionare gli schemi. Ai rigori ha poi prevalso l’Inter, che deve ringraziare soprattutto il suo portiere Carrizo, capace di parare le conclusioni di Isla e Giovinco, prima di realizzare personalmente il rigore decisivo.
A fine partita sia Mazzarri che Conte si sono dichiarati soddisfatti della tournee americana, nonostante i risultati poco brillanti. L’Inter ha sicuramente sfruttato la competizione per assimilare i nuovi schemi dettati dal neo tecnico, che prevedono l’utilizzo di una difesa a tre, ancora da assimilare a dovere dalla vecchia guardia. Mazzarri, d’altro canto, può essere contento della fase offensiva, dove Palacio e, soprattutto, Alvarez, hanno dimostrato un’ottima condizione di forma. La Juventus torna in Italia con qualche dubbio in più, ma con la consapevolezza che i grossi carichi di lavoro hanno pesato sulla brillantezza dei giocatori, senza considerare che i numerosi nazionali si sono aggregati ai compagni solo da una decina di giorni. Fra i nuovi Tevez e Llorente non hanno ancora impressionato e necessitano ancora di tempo per inserirsi nei meccanismi della squadra, ma in compenso Ogbonna ha dimostrato durante la Guinness Cup una costante crescita.

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