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18 Dec

Bufera sul calcio italiano: blitz della Finanza in 41 club

Michela Fiori - 26 giugno 2013
Michela Fiori
26 giugno 2013
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Tira vento di bufera sul calcio italiano. Le Fiamme Gialle hanno perquisito gli uffici di quarantuno club italiani e di alcune società straniere. La guardia di Finanza ha acquisito contratti e bilanci per verificare “l'estensione di alcuni meccanismi di aggiramento delle regole di tassazione dei contratti, prescelti per sottrarre al fisco ingenti quantità di denaro in relazione a ciascuna operazione di trasferimento di tesserati della Figc”.

L’inchiesta sul calcio malato parte dalla Procura di Napoli nell’ottobre 2012, con i finanzieri che, su mandato del pool di magistrati coordinati del procuratore aggiunto Giovanni Melillo, prelevano i primi atti dell'inchiesta dalle sedi di Società Sportiva Calcio Napoli, Figc e Lega. Dopo nove mesi, l’inchiesta potrebbe travolgere tutte le squadre italiane (quelle di serie A attualmente coinvolte sono 18 tra cui: Milan, Inter, Roma, Fiorentina, Juventus, Parma, Lazio e Napoli) ed espandersi in Sudamerica.

Ad oggi risultano indagati 12 procuratori, i più noti dei quali sono Alessandro Moggi e Alejandro Mazzoni.

La Procura di Napoli mira ad accertare: “Il trattamento fiscale applicato ai rapporti di lavoro di numerosi calciatori, sia con riferimento ai compensi qualificati come "fringe benefit", sia in relazione ai profili di fiscalità internazionale”.

L’ipotesi di reato è “associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale mediante sistematica fatturazione di operazioni negoziali inesistenti”.

Il sospetto è che siano stati gonfiati i costi e gli oneri connessi agli ingaggi degli atleti, per nascondere importi elevati al Fisco italiano e dirottare fuori dall’Italia le risorse. Gli inquirenti dovranno incrociare le somme che risultano dai contratti depositati in Lega con quelli rinvenuti presso le società e gli agenti. Dovranno inoltre seguire le tracce telematiche dei versamenti per verificare che siano giunti a destinazione per intero (soprattutto verso il Sudamerica) e che non siano stati dirottati nelle casse di qualche società di consulenza con sede in paradisi fiscali.

[foto: citynews-napolitoday.stgy]

Michela Fiori

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