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12 Dec

A single man di Tom Ford, recensione

12 gennaio 2010
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Lui è conosciuto nel mondo per aver lavorato, e per lavorare ancora, con i migliori stilisti del mondo ma a Venezia, in concorso, Tom Ford ha presentato il suo film A single man.

Tratto dal libro di Christopher Isherwood, A single man è stato accolto abbastanza favorevolmente dalla stampa presente a Venezia calcolando che si tratta dell’opera prima di un’artista che regista non è mai stato.

A single man è ambientato a Los Angeles nel 1962 e racconta della giornata tipo di George (Colin Firth), professore inglese omosessuale che deve affrontare l’improvvisa morte del suo compagno (Matthew Goode).

Attorno a lui tutta una serie di figure, femminili e non (Nicholas Hoult e Julianne Moore su tutti), che lo consolano e dalle quali trae vitalità in un momento di difficoltà.

Un film semplice ma elegante, attuale anche se ambientato negli anni Sessanta di cui Ford ha detto: "il romanzo di Isherwood l’ho letto tanto tempo fa ma solo oggi, a 40 anni e più, con la maturità, ho capito meglio il valore delle piccole cose. E così sono stato pronto a realizzarlo".

Convince Colin Forth che in conferenza stampa ha dichiarato: "è stata un’avventura faticosa, ma anche un grande privilegio. Avrei dato qualsiasi cosa per recitare questo personaggio, così vicino a Tom. E’ un’esperienza che ci ha segnato profondamente. Entrambi".

Per Flirth "non siamo di fronte a un film militante ma di una storia d’amore che potrebbe essere stata vissuta anche tra uomo e donna" e dello stesso parere è anche Tom Ford secondo cui "la forza del romanzo che abbiamo trasposto è proprio la forza del legame tra queste due persone. Che siano gay, non ha tutta questa importanza".

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