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11 Dec

Alessandro Cecchi Paone cerca fidanzato da sposare

20 aprile 2010
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Oggi, 20 aprile 2010, a Mattino Cinque Federica Panicucci ha ospitato in studio Alessandro Cecchi Paone.

Alessandro Cecchi Paone ha così commentato alcune sue recenti dichiarazioni:

D: “Hai fatto molte cose nella tua vita. Sia dal punto di vista professionale, ma poi di te tanto si parla  anche in merito alla vita privata”.
R: “Mi avvicino ai 50, però sono stati 35 anni di lavoro belli intensi e anche nella vita privata mi sono successe cose che non avrei pensato se me lo avessi chiesto 30 anni fa”.

D: “Neanche un’avvisaglia, neanche un pensiero? È stato un fulmine a ciel sereno?”.
R: “No, fulmine a ciel sereno, no. Come molti avevo bisogno di avere accanto dei grandi amici esclusivi, il compagno del cuore, l’amico del banco, però la parte di attrazione fisica non è nata fino ai 35 anni e questo mi ha consentito di amare voi bellissime donne integralmente fino a quel punto”.

D: “Quante donne hai avuto? Tante?”.
R: “No, non tante, sono uno abbastanza monogamo e amo le storie lunghe, quindi ho avuto sostanzialmente, a parte qualche storiella, una grande fidanzata, tre anni di convivenza e poi una splendida moglie per sette anni di matrimonio che adesso è diventato un’enorme amicizia e anche una parentela, siamo tutt’ora la persona più importante l’uno per l’altra”.

D: “Che tipo di percorso interiore hai fatto? Te lo chiedo perché ci sono persone che stanno vivendo quello che tu hai vissuto, che hai superato, hai palesato, con, mi auguro, un reale senso di normalità”.
R: “Io mi racconto per aiutare le persone a casa. All’inizio chi si scopre o si sente bisessuale o omosessuale si sente sbagliato, sporco, si sente a rischio di perdere gli affetti familiari, il lavoro, l’affetto e l’accettazione della società. Io mi ricordo che giorni dopo il “coming out”, nell’intervista di sette ani fa, non volevo uscire di casa e avevo realmente paura di varcare il portone. Poi bisogna farlo e si scopre che la realtà è molto meno grave del previsto. La prima reazione è stata di una donna che mi ha fermato e mi ha fatto i complimenti per il coraggio, perché ho infranto una cosa strana, in Italia fino a sette anni fa gli omosessuali non esistevano come portatori di dignità e di diritti e soprattutto come portatori di affettività, si capiva che c’era qualcuno strano che voleva fare l’amore con qualcuno del suo stesso sesso, ma che ci fosse qualcuno che si innamorava, che voleva vivere insieme, che voleva costruire una sorta di famiglia, una coppia che durasse, questo era assolutamente imprevisto”.

D: “Perchè parlavi di omo-affettività all’inizio? Facevi fatica a dire omosessualità?
R: “Un po’ mi rendevo conto che in Italia, soprattutto allora, era un tema difficile. Poi perché ci tenevo a dire fin dall’inizio che non nascondevo che mi attraevano i ragazzi. Usavo omo-affettività per questo, perché si pensava che gli eterosessuali facevano l’amore e si innamoravano o avevano avventure sessuali mentre gli omosessuali potevano solo fare sesso, e non era una cosa molto accettata, ma innamorarsi, mettersi insieme e durare come coppia no, per questo l’ho detto”.

D: “Come si fa a dire una cosa così alla propria moglie?”
R: “È una cosa terribile, però è la prima e unica persona cui va detto subito perché è importante la famiglia di origine, sono importanti gli amici, sono importanti i parenti ma la moglie o il marito sono la tua famiglia, il tuo mondo e il tuo progetto sul tuo futuro e se succede qualcosa come questa che cambia il reciproco progetto sul futuro, è assolutamente quella la prima persona. Anche perché poi avviene un dolore tremendo, io per un anno non ho sentito Cristina, la mia ex moglie, e lei non ha sentito me, ci siamo separati, ci siamo divorziati ma non è avvenuto niente di irreparabile, per questo oggi siamo così vicini perché nessuno è mai stato ingannato e tradito. L’alternativa quale era? Non dirle nulla, e fare una vita parallela prendendola in giro, per me è inaccettabile e lei non me lo avrebbe mai perdonato. Posso capire una doppia personalità fra due esistenze se c’è dietro una enorme paura a dire quello che si è, però se si inganna la moglie o il marito o i figli allora è una cosa devastante per tutti e restano solo rancori e dispiaceri”.

D: “Come è stato il momento in cui hai detto di essere gay? Leggevo che ti sei innamorato”.
R: “Avevo un amico carissimo, come sempre ho avuto in tutta la mia vita, proprio l’amico del cuore, poi come mai era successo prima, a trentacinque anni è diventato anche oggetto di desiderio. Dopo lo ha saputo anche lui, anche perché tentai di capire se c’era da parte sua una rispondenza, quindi anche lì ci fu un momento difficile, ero ancora sposato e sono entrato in una confusione tremenda”.

D: “Perchè non la bisessualità allora?”
R: “È una forma di bisessualità. Soltanto che c’è chi vive la bisessualità in contemporanea, ma si vive in una gran confusione, mentre la mia è una bisessualità nel tempo cioè eterosessuale fino ai trentacinque e omosessuale dopo”.

D: “Hai detto che ti aspettavi che dopo il tuo “coming out” anche altri lo facessero. Come fai a saperlo? Presumi?”
R: “Il grande pubblico viene ingannato perché al di là di quella telecamera si è lontani per quanto proviamo ad essere vicini. Nel nostro mondo siamo un grande paese ma anche un piccolo paese, per cui fra Milano e Roma, nel mondo in cui ci si incontra, studi TV, teatri e giornali si sa. Anche perché molti non negano nella cerchia ristretta ma poi negano in pubblico. Il problema non è forzare chi non vuole, è dire che in Italia gli omosessuali e le omosessuali erano sconosciuti e rappresentati solo da personaggi pittoreschi che facevano ridere e non si sapeva che hanno una vita come tutti e che non fanno solo gli stilisti, i truccatori…”

D: “Non c’è paura a dichiararlo per non essere discriminati sul lavoro? Tu hai mai sentito sulla tua pelle un discriminazione?”
R: “Assolutamente no.”

Alessandro Cecchi Paone ha aggiunto a proposito del suo impegno sociale:

“Sto lavorando tantissimo, perché al mio normale lavoro si è aggiunta questa battaglia per i diritti civili, di tutti. Una battaglia non politica. Sono rimasto solo nel farla, nel senso che nessun altro si è fatto avanti come me e in questi sette anni non ho avuto tempo per la vita privata quindi mi manca una persona con cui stare quotidianamente. Tenete conto che i vostri figli, parenti e amici omosessuali cercano l’amore come tutti prima del sesso”.

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