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11 Dec

Alza la testa con Sergio Castellitto, recensione

3 novembre 2009
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Sergio Castellitto ha presentato al Festival del cinema di Roma il film di Alessandro Angelini Alza la testa, film che racconta emozioni, trasformazioni e paure di un padre nei confronti del figlio e di un figlio nei confronti della vita.

Mero (Sergio Castellitto), operaio specializzato in un cantiere nautico, è un padre single; Lorenzo (Gabriele Campanelli), il figlio nato da una relazione con una ragazza albanese, è la sua unica ragione di vita e il sogno dell’uomo è che il ragazzo diventi un campione di boxe, riscattando così la sua anonima carriera da dilettante.

Per questo lo allena duramente, insegnandogli giorno dopo giorno a tirar pugni e a proteggersi dai colpi bassi della vita. L’equilibrio di questo rapporto è sconvolto dal ritorno di Denisa (Pia Lanciotti), la madre di Lorenzo, e dall’incontro tra il figlio e la giovane Ana.

Le prove per Mero non sono finite e dovrà confrontarsi con il dolore, con i propri pregiudizi e con la lontananza del nostro Nord Est.

Scoperto dal primo festival di Roma con L’aria salata, Angelini anche questa volta colpisce il bersaglio e racconta realisticamente una storia moderna, una stotia di oggi; l’unica pecca è che ad un certo punto il film viri ad un punto tale da volersi concentrare su 4 temi diversi (donazione d’organi, identità sessuale, immigrazione, famiglia) che portano la pellicola a spezzarsi e a perdere del tutto la verosimiglianza con la realtà.

"E’ un film paradossalmente semplice e popolare", ha dichiarato Castellitto in conferenza stampa citando Ken Loach e i fratelli Dardenne, "percorso da un dolore emotivo profondo e fisico. Quando Mero trova il cuore di Lorenzo nel posto più sbagliato per la sua mentalità, impara ad alzare la testa e finalmente incontra gli occhi degli altri".

Abbastanza apprezzato dalla critica, Alza la testa rischia di consegnare a Sergio Castellitto il premio come miglior attore.

Nelle sale da novembre 2009.

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