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12 Dec

American Gangster

15 gennaio 2008
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Ridley Scott dirige Russell Crowe e Denzel Washington in un evento cinematografico che racconta la sconvolgente storia di una superstar divenuta leggenda passando dalle strade di Harlem degli anni Settanta al massimo del potere e divenendo una delle figure più spregiudicate nel suo ambiente per poi essere uccisa da un poliziotto guidato dal desiderio di riportare la giustizia nelle strade: American Gangster.

All’inizio degli anni Settanta, la corruzione della polizia era in ascesa nella città di New York; la guerra del Vietnam stava costando un prezzo spaventoso sia in casa che sul posto. i soldati statunitensi tornavano a casa nei sacchi di plastica o con una seria dipendenza da un oppiaceo chiamato eroina.

Con la complicità delle forze dell’ordine la mafia agiva relativamente impunita in questo mercato non competitivo, vendendo migliaia di chili di droga a questi tossicodipendenti alla disperata ricerca di una dose.

Una classe privilegiata ed intoccabile di uomini bianchi sborsava centinaia di milioni a giudici, avvocati e poliziotti newyorkesi affinché tenessero la bocca chiusa riguardo a questa relazione reciprocamente benefica. Cosa Nostra e i suoi sottoposti erano imbattibili.

Finché un imprenditore di colore di nome Frank Lucas (Denzel Washington) prese in mano la cosa; nessuno si era accorto di Frank, il silenzioso apprendista di Bumpy Johnson, uno dei boss del crimine neri della zona interna della città del dopo guerra.

Ma quando il suo capo muore improvvisamente, Lucas sfrutta l’apertura nella struttura del potere per costruirsi il suo impero personale e creare la sua versione privata di una storia americana di successo.

Sebbene non fosse andato a scuola, Lucas poteva contare su anni di esperienza acquisita direttamente in strada; se ne servì per riuscire a governare il traffico di droga nella zona interna della città, inondando le strade di un prodotto più puro ad un prezzo migliore.

Lucas scalza tutte le organizzazioni criminali e diventa non solo uno dei principali corruttori della città, ma anche parte del suo circolo di superstar urbane.

Richie Roberts (Russell Crowe) è un poliziotto scaltro e duro abbastanza vicino alla strada per avvertire un cambio ai vertici della malavita che controlla la droga; Roberts intuisce che qualcuno sta scalando i ranghi, scavalcando le famiglie mafiose locali e comincia a sospettare che un potente "giocatore" nero sia apparso dal nulla a dominare la scena.

Lucas e Roberts condividono un codice etico rigoroso che li distanzia dai loro colleghi, rendendoli due lupi solitari ai lati opposti della legge; i destini di questi due uomini si intrecceranno mentre si avvicina il giorno di un incontro scontro che non solo cambierà le loro vite, ma altererà il destino di un’intera generazione nella città di New York.

La leggenda dello spacciatore di eroina/uomo di famiglia/distributore di morte/leader civico Frank Lucas venne raccontata per la prima volta in un articolo del giornalista Mark Jacobson apparso sul New York Magazine sette anni fa.

Sullo schermo la storia prende vita attraverso quegli stereotipi legati al gangster-movie che non riescono a dare vita propria alla pellicola e anzi quasi la snaturano, facendo perdere naturalità ad una vicenda reale.

Sempre ottima la prova di Denzel Washington, che racconta al meglio un’America che non esiste più; meno brillante Crowe, forse offuscato dal rivale.

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