Amnesty: la censura distrugge Internet

Tim Hancock, responsabile delle campagne di Amnesty Internation nel regno Unito, ha lanciato un allarme inquietante: Internet sta perdendo il suo ruolo di Rete libera perchè i governi di tutto il mondo stanno adottando politiche censorie apparentemente invisibili che però sono destinate a modificare l’approccio delle persone comuni con la Rete.

Lo scopo, dice Amnesty, è annientare il dissenso e fare in modo che si creino le condizioni per filtrare le informazioni disponibili online.

Un allarme che Amnesty lancia qualche tempo dopo la diffusione, da parte di Open Net Initiative, di un rapporto secondo cui la censura online pesa in almeno 26 Stati, soprattutto orientali o medio orientali, e pesa anche in Occidente, dove si pratica grazie alla selezione “sociale” dei contenuti da mandare online.

Il problema, dice Amnesty International, è che sempre più le grandi imprese pur di non perdere l’appoggio dei governi nazionali e sovranazionali si piegano alle esigenze della censura e dunque fanno in modo che le loro necessità commerciali scavalchino senza pudore gli interessi dei cittadini.

E se si parla quasi sempre di collusioni fra Sun Microsystems, Nortel Networks, Cisco Systems, Yahoo! e Google ei governi per censurare Internet o rintracciare singoli utenti, pochi sanno, dice Hancock, che proprio in Cina si sta mettendo a punto un software in grado di profilare gli utenti di Internet; software che, a rigor di logica, potrebbe non solo essere utilizzato per scopi commerciali ma anche e soprattutto per abbattere il dissenso e trovare i dissidenti studiando le loro abitudini online.

L’annuncio di Hancock si inserisce nelle celebrazioni per il primo anno di vita della campagna Irrepressible di Amnesty International che ha l’obiettivo di restituire al web la sua caratteristica di forza per il cambiamento, a fronte della crescente disponibilità delle aziende ad aiutare la censura e la repressione.

Tutte le informazioni sulla campagna Irrepressible di Amnesty International sono disponibili sul sito ufficiale, accessibile cliccando qui.

Di seguito un video in cui il giornalista Dan Gilmour, del San José Mercury News, racconta (in inglese) come la censura online mini alla base il rapporto dei cittadini con la società e la credibilità della Rete stessa: