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12 Dec

Arresto Roman Polanski, le reazioni

28 settembre 2009
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Si mobilita il mondo del cinema a seguito dell’arresto del regista Roman Polanski, fermato sabato notte al suo arrivo a Zurigo, dove avrebbe dovuto ricevere un premio alla carriera alla Festa del cinema, per il presunto stupro di una tredicenne nel 1977.

"Chiederemo di liberarlo e combatteremo l’estradizione", ha annunciato uno dei suoi avvocati, Herve Temine, in una intervista al quotidiano francese Le Figaro. "Umanamente è intollerabile che a 30 anni dall’incidente un uomo di 76 anni che non costituisce alcun pericolo per la società e la cui arte e reputazione sono chiaramente visibili possa trascorrere un solo giorno in prigione", ha aggiunto.

I ministri degli Esteri polacco e francese, Radoslaw Sikorski e Bernard Kouchner, hanno dichiarato di essere d’accordo su un approccio comune nei confronti delle autorità americane e non escludono di chiedere indulgenza al presidente Barack Obama; il ministro della cultura francese Frederic Mitterrand ha condannato l’arresto, definendolo "assolutamente raccapricciante", e ha detto di aver discusso la questione con il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Intanto si mobilitano anche i grandi nomi del cinema tramite una petizione che esprime sgomento per l’arresto di Polanski e chiede la sua liberazione, già firmata da diversi attori, tra cui Costa Gavras, Wong Kar Wai, Monica Bellucci e Fanny Ardant.

"E’ inammissibile servirsi di un evento culturale a carattere internazionale in omaggio a uno dei più grandi registi contemporanei per arrestarlo", recita il testo.

Polanski negli ultimi trent’anni aveva evitato di viaggiare in Paesi in cui rischiava l’arresto per via delle convenzioni con gli Usa; gli Stati Uniti avevano emanato un’allerta internazionale nel 2005, dopo la fuga di Polanski alla vigilia del processo per stupro di minore.

Il regista, oggi 76enne, fu fermato dalla polizia californiana alla fine del ’77 con l’accusa di aver stuprato la 13enne Samantha Geimer nella villa di Jack Nicholson; secondo l’accusa, Polanski, prima del rapporto sessuale, somministrò alla giovane droga e alcool.

Ma il regista pur ammettendo il "rapporto sessuale illegale" con una minorenne, aveva negato lo stupro perchè la ragazzina aveva già avuto rapporti ed era consenziente; se fosse stato giudicato colpevole dello stupro avrebbe rischiato una condanna fino a 50 anni di carcere.

Nel maggio scorso, un tribunale di Los Angeles respinse il ricorso in cui Polanski chiedeva l’archiviazione delle accuse.

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