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18 Dec

Astensione obbligatoria per maternità, informazioni utili

dgmag - 13 maggio 2010
13 maggio 2010
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L’astensione obbligatoria per maternità spetta per legge alle future mamme nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi alla data effettiva del parto

E’ però possibile godere dei vantaggi apportati dalla legge 53/2000 che consente alla lavoratrice di posticipare la sospensione del lavoro al mese precedente la data presunta del parto e di fruire del periodo non goduto dopo la nascita del bambino ma che deve essere certificato da un medico specialista.

Possono invece anticipare l’astensione obbligatoria per maternità le donne che svolgono lavori faticosi o pericolosi e non possono essere spostate su altri compiti e quelle che soffrono di particolari patologie preesistenti alla gestazione o verificatesi in seguito.

In casi particolari tale periodo può allungarsi e il ritorno della donna al lavoro può essere posticipato fino al 7° mese successivo al parto.

Le donne hanno diritto all’indennità per astensione obbligatoria per i tre mesi successivi alla data del parto anche se il bambino è nato morto, il bambino è deceduto dopo il parto o si sia verificata un’interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno di gestazione (.

Prima dell’inizio del congedo di maternità e comunque entro e non oltre il settimo mese di gravidanza, la lavoratrice deve presentare al datore di lavoro e all’Inps la domanda per l’astensione lavorativa con  tanto di certificato medico attestante il mese di gravidanza e la data presunta del parto; dopo il parto, e comunque non oltre i 30 giorni dallo stesso, la stessa lavoratrice deve inviare il certificato di nascita del bambino/a.

L’astensione obbligatoria dal lavoro dopo il parto è stata estesa anche al padre lavoratore nel caso in cui l’assistenza della madre al neonato sia impossibile per decesso o infermità della madre stessa (Sentenza della Corte Cost. n.1/1987); il diritto all’astensione obbligatoria per il padre riguarda anche il caso di affidamento esclusivo.

Le donne in astensione dal lavoro hanno diritto ad una indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione media globale percepita nel periodo di paga quadrisettimanale o mensile precedente a quello in cui ha avuto inizio l’astensione obbligatoria; alla retribuzione media giornaliera va aggiunto il rateo giornaliero della tredicesima, della quattordicesima e di eventuali premi. Il periodo di astensione obbligatoria per maternità è valido sia per il diritto che per la misura di tutti i trattamenti pensionistici.

Sono la legge 30 dicembre 1971 n° 1204 e il regolamento di attuazione DPR 25/11/76 le basi normative che riguardano tutela delle lavoratrici madri; a tali leggi si aggiunge la legge 53/2000.

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