Bioshock: un capolavoro annunciato

Bioshock, sviluppato da Irrational Games e distribuito da 2K Games, è un titolo di elevatissimo valore creativo, artistico, narrativo e stilistico, che porta una ventata di aria fresca nel mondo dell’intrattenimento interattivo attuale.

Si tratta di un titolo che riesce a stupire pur non presentando radicali innovazioni nella meccanica di gioco o concept particolarmente originali.

Il titolo 2K Games si distingue dalla massa di sparatutto in prima persona, anche dotati di una marcata componente narrativa, per un originale e inusitato stile comunicativo.

L’avventura, quanto mai cruenta e moralmente perversa, si svolge all’interno di una città sottomarina di nome Rapture (Estasi), un agglomerato in perfetto stile Art-Nouveau popolato da una varietà di esseri alterati sia dal punto di vista fisico che morale.

L’ambientazione è il fattore più affascinante partorito dalle menti creative degli Irrational Games: Rapture è una città vivente, in cui strane creature vivono, proliferano e comunicano senza sosta le loro emozioni, i loro drammi e i travagli legati al loro penoso stato esistenziale.

La città è stata fondata da un folle magnate di nome Andrew Ryan che, nella sua perversa e folle moralità, è arrivato a legittimare persino deliranti operazioni di chirurgia plastica e profonde modificazioni genetiche con l’apparente scopo di migliorare la qualità della vita dei cittadini di Rapture.

I riferimenti all’attuale situazione della nostra società sono chiari come il sole. Come da previsione, tutto ciò è sfuggito al controllo dei suoi creatori, portando la città e i suoi abitanti alla rovina.

Rapture si presenta così: come un’entità costruita con minuzia, stile e lungimiranza, ma ridotta a semplice involucro vacuo del suo passato, una gabbia sottomarina per esseri dilaniati ed assetati soltanto di ADAM, una droga psichica che rappresenta il loro unico legame con la realtà, ammesso che di realtà si possa parlare.

L’atmosfera generale ricorda da vicino un ospedale psichiatrico colpito da una bomba atomica: folli esseri vagano senza apparente senso fra le strade di Rapture in un lussureggiante e decadente miscuglio fra stile artistico, istinto omicida e apparente tranquillità.

Il giocatore dovrà, solo contro il mondo, sopravvivere all’interno di questa folle città, imparando a conoscerla e a sfruttarne le caratteristiche, conscio della disperata natura della sua missione forse senza alcuna speranza.

Infatti, nelle prime fasi di gioco si è costretti a subire l’ingrato destino che ha decretato la prematura fine del mondo di Rapture, ovvero una drammatica iniezione di Plasmidi, sostanze che inducono mutazioni genetiche atte con l’intento di ottenere poteri quasi sovrannaturali. I Plasmidi sono l’unico ausilio su cui il giocatore potrà contare per sopravvivere e risolvere l’oscuro mistero celato da Rapture, oltre alle classiche armi presenti negli sparatutto in prima persona.

Gli inquietanti Big Daddy sono fra gli esseri più degenerati della triste città sottomarina. Si tratta di inarrestabili boss simili a palombari, guardiani di creature innocenti solo in apparenza, le mefistofeliche Sorelline, il cui compito consiste nell’aizzare i mastodontici guardiani e nel prosciugare l’ADAM presente in ogni essere “vivente” di Rapture.

Oltre al procedere nell’avventura, uno dei principali obiettivi da completare è legato alle ambigue Sorelline; dopo aver eliminato un Big Daddy, infatti, sarà possibile scegliere di prosciugare o di salvare la creatura protetta dal malefico palombaro, ponendo al giocatore una scelta morale a dir poco ambigua e perversa.

Se “prosciugando” le Sorelline sarà possibile compiere un’azione riprovevole ma anche molto remunerativa in termini di ADAM, eliminando però un essere simile anche se solo nell’aspetto a una bambina umana, salvandole sarà possibile ottenere un quantità inferiore di droga psichica in cambio di un po’ di sollievo morale; e proprio questo uno dei punti più controversi di Bioshock, ovvero la controversa possibilità di eliminare un essere indifeso e apparentemente innocuo per accumulare una droga.

Ma l’ultima fatica degli Irrational Games ha come scopo il mettere alla prova i giocatori, sia in termini di riflessi e di abilità ludica, che dal punto di vista morale. Non è frequente incontrare videogiochi in grado di porre interrogativi filosofici di questo livello, in aggiunta ad una profondità di gioco e ad una qualità tecnica molto superiore alla media.

Per quanto riguarda l’esperienza di gioco, Bioshock non si distanzia particolarmente da uno sparatutto in prima persona dell’ultima generazione, calibrato in maniera eccellente e dotato di missioni calibrate in maniera perfetta; durante il gioco, è quasi impossibile perdersi o finire un vicolo cieco, poiché il sistema fornisce continui suggerimenti e indicazioni utili per mantenere sempre vivo il ritmo dell’azione.

La difficoltà globale non è elevata, anche grazie all’espediente delle Camere della Vita, una sorta di checkpoint in cui si viene trasportati una volta terminata l’energia disponibile; in ogni “rinascita” resteranno invariati i danni inflitti ai nemici appena affrontati in combattimento, agevolando il compito del giocatore.

Il superbo aspetto tecnico di Bioshock riesce a superare il mero conteggio dei poligoni e dei fotogrammi al secondo, focalizzando l’interesse su uno stile artistico ricercato ed evocativo, che spazia da ambienti in puro stile Art Nouveau ad antri decadenti caratterizzati da un senso di rovina e di abbandono senza speranza.

In ogni modo, Bioshock si attesta sui livelli tecnici più elevati al momento apprezzabili sulla console della Microsoft, un compartimento visivo (e sonoro) in grado di rivaleggiare con pietre miliari come Gears of War e Oblivion; il sonoro posizionale è da Oscar, e riesce a coinvolgere il giocatore diventando un elemento attivo di gameplay, per esempio, nella localizzazione di nemici e oggetti.

Il titolo della 2K Games vanta una ricerca artistica e un’ambientazione perfettamente coerente con il “mood” della fase di gioco attraversata, aspetto che lo pone al di sopra della quasi totalità di titoli per PC e per console.

In sintesi, Bioshock è un titolo di rara qualità, un gioco in grado di resistere senza problemi all’usura del tempo; titoli come questo riescono ad eccellere in fattori creativi e artistici non direttamente legati al fattore tecnico o alla meccanica di gioco, riuscendo a sopravvivere all’ondata di titoli sempre più ricercati ed evoluti, rappresentando un modello di sviluppo per le produzioni future.