Biùtiful cauntri, il dramma dei rifiuti al cinema

E’ l’Italia della spazzatura che sommerge tutto, l’Italia dell’illegalità e della disperazione: è l’Italia raccontata dal documentario Biùtiful cauntri, già presentato con successo al Festival di Torino, di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero.

Siamo nell’hinterland partenopeo che comprende i comuni di Villaricca, Giugliano e Acerra ed è da qui che parte il viaggio dei tre alla scoperta di cosa accade davvero nella gestione dei rifiuti e di quanto la camorra giochi da sempre un ruolo fondamentale nella questione spazzatura.

In 83 minuti densi, pesanti e sconvolgenti, sullo schermo approdano le storie di allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina, di un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali e dei tanti contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche.

Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole; una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.

Nel corso della pellicola si ascoltano anche intercettazioni telefoniche in cui si sentono intermediari delle imprese del centronord che si mettono daccordo con gli imprenditori della camorra per i trasporti e lo scarico di camion con rifiuti tossici.

E non a caso nell’hinterland napoletano sono state censite ben 1200 discariche abusive piene di rifiuti tossici e tutte accanto ad abitazioni ed industrie, ad inquinare un’aria che si fa sempre più pesante.

Biùtiful cauntri arriva nelle sale il 7 marzo con la speranza di sensibilizzare non più la politica, che anzi sembra non riuscire (o non volere?) a far nulla, ma gli spettatori mettendoli di fronte ad una situazione simile a quella con cui sono abituati a confrontarsi. Che però stavolta non parla di Africa, ma di casa nostra…