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16 Dec

Borderland, trailer e recensione

dgmag - 17 giugno 2009
17 giugno 2009
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Si ispira a fatti realmente accaduti Borderland, nelle sale dal 19 giugno, per raccontare la storia di un killer sadico, Adolfo de Jesùs Costanzo, morto a 27 anni, che a Matamoros (al confine con gli Usa) aveva dato origine a una setta dedita ad omicidi rituali.

Borderland racconta la storia di due poliziotti messicani che entrano in una villa apparentemente disabitata dove in realtà li attende un gruppo di sadici appartenenti a una setta che offre sacrifici a una divinità in cambio del desiderato dono dell’invisibilità.

Uno di loro viene torturato mentre l’altro, Ulises, è costretto a guardare per  riferire ai superiori che gli assassini vanno lasciati in pace se non si vuole fare la stessa fine.

Un anno dopo Ed, Henry e Phil, tre amici, decidono di partire insieme per una vacanza tutta sesso e sregolatezza in Messico in prossimità del confine col Texas; mentre i primi due si danno da fare con due ragazze, Lupe e Valeria, Phil, il più giovane, dopo aver cercato la compagnia di una prostituta, viene aggredito in strada e finisce nelle mani della setta guidata da una sorta di sacerdote non privo di mezzi economici.

La ricerca dell’amico metterà in pericolo Ed ed Henry che vedranno però entrare nuovamente in campo Ulises.

Nonostante la banalità di alcune scelte, Borderland si distingue per un intreccio narrativo che basa tutto sull’idea di attesa e ansia; lo scopo è far entrare lo spettatore nella psicologia dei protagonisti e il regista riesce nel suo intento dimostrando che il confine tra normalità e anormalità, spesso, è davvero molto labile.

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