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Brasile: infermiera sospettata della morte di 300 pazienti

Gianfranco Mingione
29 marzo 2013
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Mancanza di posti letto? Ci pensa l’angelo della morte. Arriva dal Brasile l’ennesimo fatto di cronaca nera legato a morti sospette in ambito sanitario. Virginia Helena Soares de Souza, a capo dell'unità di terapia intensiva dell’Ospedale Evengelico di Curitiba, è stata arrestata il 19 febbraio scorso con la pesante accusa di aver provocato, tramite iniezione del miorilassante Pavulon e la riduzione della somministrazione di ossigeno, la morte per asfissia di sette pazienti ricoverati nel suo reparto. Il tutto per liberare dei posti. Una spending rewiew un po’ particolare.

Da 7 a 300? Secondo l’inviato del Ministero della Salute, Mario Lobato, il numero delle vittime sospette potrebbe aumentare e raggiungere quota 300: “Il numero potrebbe aumentare, abbiamo già identificato 20 casi similari e dobbiamo analizzarne altri 300” (Fonte: www.ilmessaggero.it).

“Si sentiva Dio”. A complicare la posizione dell’infermiera anche le dichiarazioni di un suo collega che afferma: “si sentiva Dio. Faceva quello che voleva e anche altri medici agivano come lei” (Fonte: www.ilmessaggero.it). Assieme alla De Souza sono stati arrestati altri sette colleghi della sua equipe medica. Ad oggi, scarcerata, è in attesa che il giudice formalizzi i capi d’imputazione, anche se la Procura ha richiesto un nuovo ordine d'arresto per il rischio d'inquinamento delle prove.

[foto: www.fanpage.it]

Gianfranco Mingione

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