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15 Dec

Brotherhood, trailer e recensione

dgmag - 29 giugno 2010
29 giugno 2010
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Ha vinto il Festival del cinema di Roma 2009 ed è finalmente pronto per uscire, venerdì 2 luglio, Brotherhood, storia di un amore pericoloso e della ricerca della propria identità.

Deluso da un mancato avanzamento di carriera, Lars decide di lasciare l’esercito. Si scoprirà attratto dal movimento neo-nazista e da un membro del gruppo, Jimmy.

I due uomini daranno inizio ad una relazione segreta, ma il loro amore proibito dovrà scontare la punizione del gruppo di destra di cui fanno parte. Tuttavia l’amore e l’attrazione sessuale tra i due sono così forti che, pur dovendo infrangere ogni regola, Lars e Jimmy non riusciranno a mettere fine alla loro relazione.

"Brotherhood – Fratellanza non è né un gay movie né un nazi movie"
, ha dichiarato il regista danese Nicolo Donato. "E’ vero che la prima idea mi è venuta vedendo il documentario Men, Heroes, Gay Nazis: il contesto neonazista mi è sembrato subito ideale come ambientazione per la mia storia. Ma attenzione: non è né American History X né I Segreti di Brokeback Mountain. E’ una storia di amore estrema, nei presupposti e nelle conseguenze".

"Per la ricostruzione degli ambienti e delle tematiche mi sono avvalso della collaborazione di un mio amico che, in gioventù, è stato parte del movimento neonazista e, prima di dissociarsene, ha scontato 5 condanne in carcere. Non ho potuto citare il suo nome nei credits del film, gli ho dovuto garantire l’anonimato per proteggerlo da eventuali ritorsioni, ma la sua esperienza è stata fondamentale perché mi ha insegnato che tutti possiamo cambiare. Se fosse ancora un nazista o un razzista non potrebbe essere mio amico", ha continuato il regista.

Un’altra vicenda molto particolare citata nel film è quella di Ernst Röhm, gerarca nazista omosessuale e braccio destro di Hitler fino a quando il suo orientamento sessuale fu usato come scusa per giustiziarlo perché stava diventando così popolare da far ombra allo stesso Führer.

Fondamentale nel film la musica e la colonna sonora di cui il regista va molto fiero: "la musica si intona ai sentimenti dei protagonisti ed insieme alla fotografia è il vero valore aggiunto di un film. Già da quando ho cominciato a lavorare alla sceneggiatura ho cominciato a sentire delle musiche nella mia testa, ed alcune di queste musiche erano già finite addirittura prima che la stessa sceneggiatura fosse completa. Non ho manie di protagonismo e non volevo essere anche l’interprete del tema d’apertura ma, quando siamo andati in studio ad inciderlo, i produttori hanno insistito perché lo facessi. E l’ho fatto, sapendo bene che una bella colonna sonora non appartiene all’autore ma, decisamente, al film".

Il trailer di Brotherhood:

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