Cade il mito del latin lover italiano?

Una classifica stilata dalla Bradley University dell’Illinois vede gli italiani solo all’undicesimo posto nella classifica dei più promiscui.

La ricerca, già pubblicata sul New Scientist, è apparsa ora sul Times, ad inorgoglire i britannici, che figurano al primo posto.

Tutti paesi nordici quelli in vetta alla graduatoria, dopo la Gran Bretagna infatti, seguono a ruota Germania, Olanda, Repubblica Ceca, quindi Australia e States, e solo oltre il decimo posto compaiono i Paesi mediterranei, tra cui l’Italia è prima, poi Spagna, Grecia e Portogallo, che occupano dalla 13esima alla 15esima posizione.

 

Dunque macho mediterraneo addio? Forse ancora no, rincuorano gli stessi studiosi che hanno condotto la ricerca.

Bisogna aggiungere alcune semplici premesse al “Goodbye Casanova” che ha titolato il Times, insperato soccorso alla reputazione martoriata dell’uomo latino.

La classifica ordina i Paesi in cui il sesso occasionale è considerato un piacere a cui gli uomini si abbandonano con più nonchalance, e date le ultime notizie a proposito del passatempo preferito dagli uomini inglesi, un po’ ci si poteva aspettare il trionfo della pole britannica.

Attenzione però a dichiarare tramontato il mito del latin lover, costruito sull’incarnazione favolosa dell’amore romantico, cosa che poco ha a che fare col sesso casuale.

David Schmitt, ricercatore della Bradley, ha spiegato meglio l’immagine che più sottilmente la ricerca ci restituisce: non ci dice tanto degli uomini, quanto invece rivela acutamente delle donne.

“Le nazioni dove la promiscuità è più alta sono anche quelle in cui le donne si comportano sempre più come gli uomini”.

Le conclusioni si tirano unendo le considerazioni antropologiche dello studioso a quelle di natura pratica che alla fine confessa lo stesso Times: se "storicamente, la libertà delle donne di avere relazioni a breve termine è stata repressa e in molti posti vigono dei doppi standard secondo i quali le relazioni a breve termine degli uomini sono accettabili e quelle delle donne no" (come illustra Schmitt) non “stiamo assistendo alla crisi del latin lover, piuttosto all’ascesa della donna inglese troppo disponibile” conclude il quotidiano londinese “e che questo tipo di donna inglese esiste, gli uomini italiani lo sanno già da tempo".

Nonostante l’undicesimo posto dunque, resta intatto l’onore della donna mediterranea così come l’orgoglio dell’uomo italiano.

D’altr’onde sulla maglietta di Madonna c’era scritto “Italians do it better” non certo British …