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11 Dec

Cadillac Records, recensione

29 maggio 2009
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Interpretato tra gli altri da Adrien Brody e Beyoncé Knowles, e distribuito dalla Sony, arriva nelle sale cinematografiche da oggi Cadillac Records.

Cadillac Records racconta l’ascesa della Chess Records e dei suoi artisti musicali. In questo racconto di sesso, violenza, razza e rock and roll nella Chicago degli anni cinquanta e sessanta, il film segue le eccitanti ma turbolente vite di alcune leggende musicali americane.

La storia di come il blues è diventato popolare e ha dato vita al rock and roll inizia in uno squallido bar nel turbolento quartiere di South Side a Chicago nel 1947, dove un ambizioso giovane immigrato polacco, il proprietario del bar Leonard Chess (Adrien Brody), assume un gruppo blues di talento ma indisciplinato, che comprende il tranquillo e pensieroso prodigio della chitarra Muddy Waters (Jeffrey Wright) e l’impulsivo e pittoresco suonatore di armonica Little Walter (Columbus Short).

Affascinato dal suono di questa musica e desideroso di sfruttare la crescente industria discografica, Chess pianifica una sessione di registrazione per Waters; i primi dischi di questo artista iniziano a scalare le classifiche R+B e a passare spesso alla radio.

Chess tratta i suoi musicisti come se fossero una famiglia, comprando loro una Cadillac quando registrano il loro primo successo, ma talvolta il confine tra affari e rapporti personali causa dei problemi con la sua schiera di artisti in costante crescita, sia a livello di talento che come risultati.

Dopo aver affiancato Muddy nelle sue prime registrazioni, Little Walter diventa una stella per conto suo, ma il suo carattere instabile e le maniere eccessive spesso gli creano problemi con gli amici e la legge. Lui scopre anche che l’unica donna con cui può parlare è la ragazza di Muddy, Geneva (Gabrielle Union), che si sforza di rimanere fedele al suo uomo, nonostante le scappatelle evidenti di Muddy.

Big Willie Dixon (Cedric The Entertainer), un compositore e responsabile musicale, è un membro fondamentale della famiglia della Chess Records, come Howlin’ Wolf (Eamonn Walker), un intenso e orgoglioso cantante blues che sviluppa una forte rivalità artistica con Muddy. Ma fino al 1955 nessun artista della Chess riesce a sfondare nel reame dell’America mainstream (quella bianca).

A quel punto, arriva un tipo magro di St. Louis che si chiama Chuck Berry (Mos Def), il cui dinamico “passo dell’anatra” e i brani trascinanti e intrisi di country segnano la nascita del rock-and-roll. Quando Berry viene arrestato e imprigionato all’apice della sua carriera, Chess trova un’altra artista di talento per superare le barriere musicali, la cantante Etta James (Beyoncé Knowles), una giovane donna impaurita, la cui vulnerabilità mette alla prova la lealtà e le preoccupazioni di Chess in maniera imprevedibile.

Mentre il rock-and-roll diventa più popolare, gli artisti della Chess si ritrovano adorati da una nuova generazione di musicisti, ma hanno anche guadagnato e perso una piccola fortuna in alcool, donne e vita agiata, mentre le loro dipendenze iniziano a farsi sentire. Anche se la tragedia si abbatte su di loro, la musica e lo spirito rimane forte. Mentre gli anni sessanta si avviano al tramonto e Leonard Chess esce dall’industria discografica, il blues continua a vivere.

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