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16 Dec

Camere separate contro la crisi?

LaRedazione - 21 maggio 2009
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21 maggio 2009
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Dormire è un’esigenza sacrosanta, e si sa che dormire poco e male influisce sull’umore e può addirittura deteriorare un rapporto di coppia.

Secondo un sondaggio effettuato dall’americana National Sleep Foundation, il 23% delle coppie dorme il letti o in camere separate.

Anche la National Association of Home Builders (architetti e costruttori) avvalora questa tesi, con dati che vedono la costruzione di nuovi appartamenti rigorosamente con camere separate per i coniugi.

Ma perché dormire insieme può peggiorare il rapporto di coppia? Perché le esigenze cambiano da un individuo all’altro, e non fanno eccezione neanche le coppie sposate da lungo tempo. Se lui russa e si agita e preferisce dormire con le finestre aperte, mentre lei ama leggere fino a tardi e preferisce le finestre chiuse, allora è necessario un compromesso.

In effetti pare che almeno il 50% delle coppie litighi per questioni legate al dormire. E’ stato studiato che il movimento di uno dei due provoca inevitabilmente fastidio al partner, ed è facile trarre delle conclusioni se consideriamo che in media ci muoviamo dalle 40 alle 80 volte in 8 ore.

C’è anche chi, nonostante i fastidi notturni provocati dal partner, considera le camere separate in modo negativo.

Ma le soluzioni esistono:
– decidere per un letto a due piazze di almeno 180 cm in larghezza, in modo da avere ognuno il proprio spazio;
– optare per due letti ad una piazza e mezzo nella stessa camera;
– evitare i materassi a molle che, essendo collegate tra loro, trasmettono ogni minimo movimento.

Meglio dunque optare per materassi in lattice, poliuretani ecologici o molle indipendenti. Tra tante alternative, la soluzione migliore è quella presa di comune accordo, in modo da mantenere il rapporto armonioso durante tutte le fasi della giornata!

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