Cannabis, bocciato decreto Turco

Dopo aver sospeso il decreto Turco sull’aumento delle dosi minime consentite di cannabis (innalzandolo da 500 milligrammi a 1 grammo di sostanza), il Tar del Lazio ha deciso di annullarlo completamente in accoglimento del ricorso di Codacons, dell’Associazione Articolo 32 e dell’Aidma.

Secondo il Tar, “il decreto deve essere annullato in quanto la motivazione dell’atto, peraltro esclusivamente orientata nell’ambito delle ragioni sanitarie, non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione”.

“In particolare”
, sostiene ancora il Tar del Lazio, “il provvedimento qui impugnato, dopo aver genericamente constatato che il principio attivo delle due sostanze in questione è diverso da quello di altre sostanze stupefacenti, ancora la scelta al minor potere di indurre alterazioni comportamentali e scadimento delle capacità psicomotorie, senza considerare che per il secondo dei suddetti parametri è prevista per entrambe le sostanze un’alta incidenza e intensità di effetti disabilitanti, intesi proprio come grave scadimento della performance psicomotoria nell’esecuzione di compiti complessi. In relazione a tale parametro, come individuato dall’unico documento scientifico in possesso dell’amministrazione, il raddoppio del fattore moltiplicatore, da 20 a 40, non appare certo congruo”.

Il decreto Turco è stato annullato anche perchè, dice il Tar, viola “i principi ispiratori del Decreto del presidente della Repubblica 309/90 come modificato dalla legge 49/06 (Fini-Giovanardi), dell’articolo 32 della Costituzione e dei principi generali di buon andamento della pubblica amministrazione”; in più “considerato che è scientificamente dimostrata la nocività della cannabis, gli effetti del decreto appaiono in contrasto con la tutela della salute”.

Infine, rispetto all’aumento delle dosi di droghe leggere detenibili per uso personale, “non sono stati valutati gli effetti deleteri delle sostanze in questione sul piano della personalità individuale, sulla capacità critica e sul corretto sviluppo della personalità dei giovani” e “non è stato motivato l’interesse pubblico alla modifica del precedente decreto”.

Il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero ha annunciato il possibile annullamento del decreto del precedente governo che fissava le quantità massime di droga detenibili senza incorrere in sanzioni penali perchè, ha spiegato, il Tar del Lazio sostiene che “questo decreto ha elementi di arbitrarietà, ma dice anche che pure il decreto del precedente governo, che aveva fissato le quantità massime di droga detenibili per uso personale senza incorrere nel reato di spaccio, aveva questa arbitrarietà”.