Caos Calmo spacca Berlino

Dopo aver fatto parlare persino la Chiesa per l’ormai famosa scena hard che vede protagonisti Nanni Moretti e Isabella Ferrari, Caos Calmo è sbarcato a Berlino dividendo la critica in due.

Se infatti c’è chi sostiene che la prova di Moretti nel film sia superlativa come l’intera pellicola, c’è chi non risparmia critiche e spara a zero sul film e sui suoi attori.

Su Nanni Moretti il settimanale Der Spiegel scrive che "il grande autore e regista italiano ha fornito la sua migliore prova da molti anni a questa parte e forse potrebbe avere una chance di contendere l’Orso per la migliore interpretazione a Daniel Day-Lewis".

Positiva anche la recensione del Berliner Morgenpost e del Die Welt che sotto il titolo "Un film saggio sulla vita e la morte", si scrive che "trattare sullo schermo temi tragici è un compito difficile ed è sorprendente il modo leggero e sicuro con cui lo fa il regista Grimaldi, con immagini di solare chiarezza e con una mano felice e delicata nella scelta delle musiche".

Al contrario la Berliner Zeitung parla di "disastro" per il film scrivendo che uno dei momenti più drammatici in una redazione di giornale è quando si deve decidere quale critico dovrà recensire il film italiano in concorso alla Berlinale; "i colleghi più anziani ricordano di quando l’Italia era una grande nazione cinematografica", scrive il critico del giornale, "ma oggi gli italiani si limitano a girare sciocchezze che danno sui nervi o penosi temi psicotici". Non solo, perchè secondo il quotidiano di Berlino il film di Grimaldi "contiene una scena di coito anale della durata di dieci minuti, un cammeo di Roman Polanski, ma per il resto è al livello di trasmissioni da televisione commerciale".

Il Frankfurter Allgemeine Zeitung scrive che "a Caos calmo manca esattamente ciò che caratterizza i film di Nanni Moretti, la precisione" rilevando anche che i personaggi del film sono "schematici, la storia appare arraffazzonata. I sentimenti, le cose accennate non bastano da soli per fare un film".

Tagesspiegel scrive invece che nel film "manca l’opprimente provvisorietà, la magnifica moderata incompletezza dei film di Moretti. Caos calmo sembra a volte un prodotto tipico dell’azienda mediatica in cui lavora il protagonista: un po’ calcolato, troppo levigato, troppo confezionato".

Neues Deutschland parla di Nanni Moretti come del "Woody Allen italiano" e sottolinea che "è sempre un avvenimento vedere Moretti, ma alla fine bisogna ammettere che solo lui riesce a evitare che il film scivoli totalmente nella banalità. Tutti i personaggi, che dovrebbero apparire assolutamente singolari, ricordano fatalmente le telenovele confezionate in serie. Peccato che il personaggio di Nanni Moretti non ha la chance di rimanere davvero da solo con il suo dolore".