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13 Dec

Coco avant Chanel, la recensione

27 maggio 2009
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Interpretato da Audrey Tatou e diretto da Anne Fontaine, arriva al cinema dal 29 maggio Coco avant Chanel – L’amore prima del mito che racconta la storia del mito della moda che, dopo aver fatto faville in Francia, è diventata celebre in tutto il mondo dettando legge.

Una bambina che viene mandata con la sorella in un orfanotrofio nel centro della Francia e tutte le domeniche aspetta invano che arrivi il padre a cercarla; un’artista di cabaret con voice fioca che canta per un pubblico di soldati ubriachi; una sarta che cuce orli nel retro di una sartoria di provincia; una giovane, magrissima e mantenuta, a cui Etienne Balsam, il suo amante, offre un rifugio sicuro tra ozi e piaceri; una donna innamorata che sa che non sarà mai la moglie di nessuno e rifiuta persino di sposarsi con Boy Capel, l’uomo che ricambia il suo amore; una ribelle che trova opprimenti le convenzioni del suo tempo e indossa gli abiti dei suoi amanti.

Questa è la storia di Gabrielle Coco Chanel che, leggendaria creatrice d’alta moda che ha incarnato la donna moderna ed è diventata un simbolo di successo, libertà e stile.

Coco avant Chanel narra la Coco precedente al mito, i suoi amori, le sofferenze, i sogni di grandezza prima di conquistare davvero la grandezza; per questo assistiamo ad un ritratto delicato, sensibile e attento che la regista Anne Fontaine riesce ad evidenziare al meglio, tralasciando gli stereotipi e concentrandosi invece sui mutamenti della donna.

Le inquadrature strette sul volto di Coco sono esaustive in questo senso e rendono bene l’idea della regista: voler raccontare lo sguardo indagatore e penetrante del mito, la sua voglia di cambiamento e la sua necessità di cambiare sempre.

La prestazione di Audrey Tatou è dunque completamente efficace in questo senso perchè si cala con un’intensità tale nella parte da somigliare alla vera Coco Chanel, incarnandone il volto ma anche l’essenza.

Coco avant Chanel è sicuramente un bel film, coinciso e non eccessivamente ridondante proprio per celebrare una donna che ha fatto dell’essenzialità e della purezza stilistica la sua cifra esistenziale, riuscendo a regalare al mondo intero frammenti di eleganza duri a morire.

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