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18 Dec

Congedo di paternità: ecco perchè 4 giorni non servono a niente

dgmag - 15 giugno 2010
15 giugno 2010
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Barbara Saltamartini del Pdl e Alessia Mosca del Pd hanno deciso di lanciare una proposta per far sì che ai neopapà venga concesso il congedo di quattro giorni a seguito della nascita del loro figlio.

Il congedo di paternità, spiegano, servirebbe ai papà per organizzare al meglio le questioni post nascita e alle mamme di poter contare sulla figura maschile nei giorni immediatamente successivi al parto.

La domanda è però lecita: quanto servono realmente alle partorienti i quattro giorni di congedo di paternità che le due esponenti politiche vorrebbero rendere obbligatori per gli uomini?

A nostro avviso nulla o comunque pochissimo per almeno due motivi: i primi 4 giorni dopo il parto sono quelli in cui le mamme restano in ospedale dove vengono accudite e sistemate dal personale specializzato e in secondo luogo quattro giorni di congedo parentale sono semplicemente il contentino dato alle donne per far loro credere di essere equiparate agli uomini nella gestione della questione bebè.

Il congedo di paternità, se deve essere reso obbligatorio per legge, non può essere ridotto a quattro giorni perchè in questo modo diventa solo un gesto simbolico e inutile: se si vuole fare una cosa utile, si equipari il congedo di paternità al congedo di maternità, si mettano i padri nella stessa condizione delle madri e si faccia loro assaporare cosa significa davvero accudire un bambino e nello stesso tempo sperare di non perdere lavoro e dignità al termine del periodo di congedo.

Si parla di "obbligo di stare con i figli per imparare a voler stare con i figli": quattro giorni, immediatamente dopo il parto, non servono a niente. Servono azioni a sostegno della famiglia e soprattutto la voglia di emancipare un Paese che, ad oggi, resta indietro rispetto al resto d’Europa.

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