Congelare gli ovociti per programmare la gravidanza? Si può!

Fare figli è un impegno non indifferente che le donne, sempre più spesso, rimandano nel tempo per evitare di perdere il proprio lavoro e per evitare, magari, di gettare al vento sacrifici di tanti anni.

Così, per adeguarsi alle esigenze delle donne moderne che vogliono diventare madri ma vogliono decidere quando, anche la scienza fa in modo di agevolare questo cambiamento di prospettiva offrendo alle donne la possibilità di congelare gli ovociti.

"In Italia". spiega Marco Filicori, docente di ginecologia all’università di Bologna, "il numero delle donne che decide di posticipare il momento della gravidanza, per questioni che sono attinenti al lavoro e alla realizzazione professione, è rilevante. E questa realtà si scontra però con la biologia, che testimonia come la fertilità femminile, sia naturalmente che attraverso la procreazione medicalmente assistita, si abbassa notevolmente dopo i 35 anni. Oltre al fatto che da quell’età in poi sono più frequenti i difetti genetici dell’ovocita e dunque anche le probabilità di dare vita a un figlio con problemi di salute".

Per questo congelando gli ovociti si può preservare la propria fertilità e allo stesso tempo conservare il diritto a diventare madre anche se si sta combattendo contro una grave malattia.

Il congelamento degli ovociti avviene in due metodi, come spiega lo stesso Filicori: "il congelamento lento e la vitrificazione che in pochi secondi trasforma l’ovocita in una specie di ghiacciolo. Con la prima tecnica siamo riusciti a realizzare una gravidanza a cinque anni di distanza. Ma in base agli ultimi risultati è la vitrificazione la speranza degli esperti di fecondazione assistita".

Secondo Severino Antinori, ginecologo e presidente dell’Associazione mondiale di riproduzione umana, "la vitrificazione consente una conservazione dell’ovocita di dieci anni e più. Il che significa che rappresenta la soluzione anche per quelle donne che devono fare i conti con tumori del sangue come i linfomi che hanno bisogno di anni per essere sconfitti".

Insomma, la scienza da un lato si adegua alle esigenze della donna moderna e dall’altro lato si mette al servizio di tutte quelle donne che devono fare i conti con la malattia ma vogliono lo stesso diventare madri.