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10 Dec

Contro gli stupri servono davvero le ronde?

20 febbraio 2009
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Il Governo vara quello che è stato già ribattezzato decreto antistupro all’interno del quale trovano spazio il divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale, l’ergastolo per gli stupratori omicidi e pene dai sei mesi ai quattro anni per lo stalking.

Ma anche ronde non armate e formate da ex agenti ed ex militari per combattere gli stupri e arrivare alla "tranquillità sociale" come ha dichiarato Maroni.

Ma siamo proprio sicure che, contro gli stupri, servano davvero le ronde, amatoriali o professionali?

Dati Istat alla mano, si evince chiaramente che le violenze a carico delle donne provengono soprattutto da persone conosciute, mariti o compagni, e che sono poco denunciati proprio perchè riguardano persone che le vittime hanno scelto di avere accanto il più delle volte.

Quindi che fare? Si predispongono delle ronde all’interno delle case delle singole donne italiane? Si spera che, vedendo le ronde fuori dalla finestra, qualche marito cambi idea e per paura decida di non agire come vorrebbe? Oppure, semplicemente, si fa finta che il problema più grande sia legato agli immigrati e si attribuisce loro la colpa di tutte le violenze sulle donne che accadono in Italia?

Certo è che la violenza perpetrata da uno straniero, per la strada, fa più notizia e fa più parlare rispetto alla mole di violenze quotidiane che molte donne subiscono dentro casa e che la violenza esterna contribuisce a creare un clima di paura incredibile.

Ecco, non vorremmo che le ronde diventassero il pretesto per inasprire ancora di più il conflitto sociale in atto nel nostro Paese spostando di fatto l’attenzione dal problema della violenza sulle donne, in ogni sua forma, al problema della sicurezza sociale che da sempre esiste e per sempre esisterà.

Quello che serve sono processi più rapidi, certezza della pena e possibilità per le donne di essere assistite quando decidono di denunciare una violenza, non solo per la strada, ma anche e soprattutto quando avviene dentro le quattro mura di casa; ma anche leggi più severe, come hanno fatto in Spagna, che vieta l’uso del corpo femminile come veicolo pubblicitario e di messaggi di qualunque tipo.

Bisognerebbe sconfiggere le cause e non solo gli effetti…

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