Dare un nome insolito al figlio, la Cassazione dice no

La Cassazione mette in discussione i nomi troppo insoliti che i genitori decidono di dare ai propri figli e lo fa con una sentenza che potrebbe far discutere e comunque fare giurisprudenza.

La Cassazione ha confermato il cambiamento d’ufficio del nome di battesimo imposto da una coppia di Genova al loro bambino; il bimbo, per decisione dei giudici, non potrà chiamarsi Venerdì come avrebbero voluto i genitori ma si chiamerà Gregorio, il nome del santo festeggiato il 3 settembre giorno di nascita del bimbo.

I genitori del bambini durante il processo hanno insistito sul fatto che il nome Venerdì non è più insolito dei nomi dati da personaggi noti ai loro figli, come per esempio Francesco Totti e Ilari Blasi che hanno chiamato la figlia Chanel o come Jaki Elkann e Lavinia Borromeo che hanno chiamato Oceano il loro secondo bambino.

Ma la Cassazione, con la sentenza 25452, ha invece confermato il decreto della Corte di appello di Genova che il 10 novembre 2007 aveva convalidato la rettifica del nome prescelto così come stabilito, in primo grado, dal tribunale del capoluogo ligure; le procedure per il cambiamento d’ufficio del nome al bambino erano state avviate quando l’ufficiale dell’anagrafe si era rifiutato di scrivere Venerdì sull’atto di nascita.

Secondo i giudici Venerdì sarebbe un nome "dal carattere ridicolo e suscettivo di ironia e scherno, in grado di arrecare un grave nocumento alla persona che lo porta" per il richiamo al nome del compagno di sventura di Robinson Crusoe, "figura umana caratterizzata dalla sudditanza e dalla inferiorità che non raggiungerebbe mai la condizione di uomo civilizzato".