0 Shares 6 Views
00:00:00
11 Dec

Dario Argento a Giffoni: ‘Zampaglione si crede il mio erede, ma…’

LaRedazione
22 luglio 2013
6 Views

A chi gli ha chiesto se Federico Zampaglione fosse il suo “erede”, infatti, Argento ha risposto seccamente: “Non c’entra niente con me. Lui si crede il mio erede, non io”. Federico Zampaglione, musicista, cantautore e regista, al momento nelle sale cinematografiche con il suo nuovo film “noir” interpretato dalla compagna Claudia Gerini, non può quindi, almeno per ora, aspirare al titolo di “successore” del re del cinema horror.

Il disappunto di quest’ultimo, però, non si limita al solo nome di Zampaglione: Dario Argento si è espresso con parole molto dure nei riguardi dell’intero mondo del cinema, italiano e non: “Il cinema italiano ed europeo in generale è in pessime condizioni,i tagli influiscono in modo catastrofico”, ha detto criticandone l’eccessivo appiattimento entro canoni “televisivi” e su formule ormai scontate e mediocri. Ma allora, è meglio il cinema americano? Per il maestro dell’horror, assolutamente no. Argento ne ha criticato aspramente la corsa esasperata al guadagno che spesso fa pendere l’ago della bilancia in favore di prodotti di bassa levatura, “film splatter, pieni di effetti speciali ma senza suspence, grazie ai quali si incassano soldi”.

Il cinema americano, secondo il regista, sarebbe ormai del tutto in mano alle banche, che influiscono pesantemente sulle produzioni cinematografiche: “Non andrei mai in America, è un posto mitizzato dove spesso il tenore di vita è molto misero”. Da artista autentico, Dario Argento si rammarica di vedere il cinema odierno mancare proprio di quella “scintilla” che rende unica ogni pellicola. Sembra infatti questa la base su cui sono nati tutti i suoi lavori: una “folgorazione” improvvisa, quasi una “rivelazione”, come quella che, ancora giovanissimo, il regista ebbe nel corso di una convalescenza.

“In quelle giornate da solo a casa prendevo dalla libreria di mio padre alcuni libri” – racconta – “un giorno mi capitarono fra le mani i racconti di Edgar Allan Poe e per me furono una folgorazione e una rivelazione”. Ma allora, qual è davvero il suo segreto? Argento non ha esitazioni: è la parte oscura che alberga in ognuno di noi, la migliore fonte di ispirazione alla quale ha sempre fatto riferimento. E’ proprio grazie al fatto che io so raccontarla che i miei film hanno successo in tutto il mondo, perchè sono universali”.

Insomma, la “marcia in più” che ha fatto dell’horror di Dario Argento un filone apprezzato ovunque e da tutte le generazioni, consiste proprio nel fatto che in esso il lato oscuro della nostra anima può riflettersi come in uno specchio. “Io vi mostro il mio inferno interiore” – continua il regista – “Girare questi film non serve ad esorcizzare le mie paure ma a soddisfare il bisogno di comunicare con il pubblico”.

Nessuna paura, quindi, nel guardare il risultato finale? Ancora una volta, la risposta del maestro ci stupisce: “Non mi spaventano quando li guardo. Ho paura quando li immagino” dice, riferendosi ai suoi film. E intanto, la sua mente geniale e terrificante è già al lavoro per regalarci un nuovo brivido: una nuova, particolare versione del “Macbeth” di Shakespeare che verrà rappresentata in teatro.

Dario Argento a Giffoni: ” Zampaglione si crede mio erede, ma…”

Vi consigliamo anche