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16 Dec

Daybreakers, recensione

dgmag - 26 marzo 2010
26 marzo 2010
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Diretto da Peter e Michael Spierig ed interpretato da Ethan Hawke, Sam Neill, Isabel Lucas e Willem Dafoe arriva nei cinema oggi Daybreakers-L’ultimo vampiro.

La storia è ambientata nel 2019 quando una misteriosa malattia si è diffusa rapidamente sul pianeta, trasformando la maggior parte degli esseri umani in vampiri.

L’umanità, ridotta a cavia, è ormai una specie in via di estinzione, costretta a nascondersi, braccata dai vampiri.

Edward Dalton (Ethan Hawke) è un vampiro e al tempo stesso un ricercatore che rifiuta di nutrirsi di sangue umano; sta infatti cercando di creare un sangue artificiale che possa nutrire i vampiri e al tempo stesso evitare l’estinzione della razza umana.

Il tempo stringe e quando tutto sembra ormai perduto, Ed incontra Audrey (Claudia Karvan), una sopravvissuta che lo aiuta e lo esorta alla ricerca per il cui esito, sia gli umani che i vampiri, sarebbero disposti a fare qualsiasi cosa. Ed si troverà così al centro della lotta che deciderà le sorti del genere umano.

Continuano ad affascinare le storie di vampiri e sangue ma Daybreakers non riesce proprio a colpire: tanta azione e poche parole, sangue che schizza ovunque, mostri che arrivano da tutte le parti e una storia d’amore nel senso più classico del termine tra vampiro e umana.

Una storia che non decolla nonostante il cast ben assortito e l’uso della tecnica del Genesis System per le immagini digitali ma che rimane incollato allo stereotipo tentando di stupire senza riuscirci.

Il pubblico americano, per la cronaca, ha accolto con favore Daybreakers permettendogli di piazzarsi subito al secondo posto dietro il colosso Avatar, incassando ad oggi quasi 30 milioni di dollari.

Il trailer di Daybreakers:

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