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12 Dec

Dire gay a qualcuno è un ‘offesa

16 marzo 2010
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Dare del gay è una vera e propria ingiuria, anche se la persona a cui è rivolta l’espressione ha tendenze omosessuali e nonostante si dica chiaramente di non avere pregiudizi e anzi di essere "laici apertissimi".

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha confermato una multa di 400 euro per ingiuria nei confronti di un vigile 60enne di Ancona.

Come si è detto, al centro del procedimento c’è una lettera in cui un vigile (Dante S.) insultava il destinatario (Luciano T.) ricordando una "vacanza in montagna" che quest’ultimo aveva fatto in "compagnia di un marinaio", episodio che gli era costato il successivo allontanamento da un club sportivo frequentato da ragazzini.

Il tribunale di Ancona, in sede di rinvio (durante il primo processo d’appello l’imputato era stato assolto, ma il verdetto era stato annullato dalla Cassazione), aveva condannato l’uomo a 400 euro di multa per il reato di ingiuria, rilevando che le espressioni usate dall’imputato nella lettera "esprimevano riprovazione per le tendenze omosessuali" del collega e un "inequivoco e intrinseco intento denigratorio riferito al suo allontanamento da un luogo frequentato da minori".

Per la Cassazione, il tribunale di Ancona ha "correttamente svolto la sua funzione, inquadrando per un verso il termine ‘gay’ utilizzato nella lettera agli episodi che la sentenza annullata aveva omesso di considerare (la vacanza con il marinaio e l’allontanamento dal club frequentato da minori) e valutando le ulteriori accuse, presenti nella missiva ritenuta offensiva, come denigratorie, con giudizio di merito, logicamente motivato".

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