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15 Dec

Dragonball Evolution, il film che sminuisce il manga e l’anime

9 aprile 2009
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Chi ama, o ha amato, le avventure di Goku e dei suoi amici non può perdersi la versione cinematografica di Dragonball, Dragonball Evolution, in uscita il 10 aprile in tutta Italia.

Si tratta di un kolossal costato oltre cento milioni di dollari diretto dal regista James Wong che in occasione dell’uscita ha dichiarato che "il glamour e l’interesse per ogni età della serie di album Dragonball non nasce solo dalle azioni dei diversi protagonisti, ma dall’intero, ricco mondo che Toriyama ha creato per loro: un universo complesso di esseri umani e supereroi, che nel film è riprodotto in un prossimo futuro e in una realtà multirazziale e multiculturale. Tradizioni del passato e avvenierismo tecnologico si fondono".

Ad interpretare Goku è Justin Chatwin, Bulma è invece Emmy Rossum e Lord Piccolo è James Marster.

il viaggio di Goku inizia innocentemente nell’abitazione del padre, dove Gohan gli sta insegnando alcune mosse di arte marziale; per il suo 18° compleanno, il nonno gli regala una sfera del drago, una pallina rotonda, dalla superficie liscia, color perla, e dotata di una traslucidità lattiginosa che le conferisce profondità.  All’interno della pallina galleggiano quattro stelle. Ne esistono solo sei altri esemplari al mondo e la leggenda vuole che chi possiede le sette sfere potrà esprimere un desiderio.

Quando la tragedia colpisce, Goku si trova costretto ad affrontare una corsa contro il tempo per impadronirsi delle sette sfere del drago; la posta in palio è elevatissima e Goku dovrà vedersela con i nemici più letali sulla Terra, imparando a padroneggiare una potente forza detta Ki, che organizza l’energia dell’universo, e apprendere la verità sul suo incredibile passato e su un futuro potenzialmente inimmaginabile.

Ma, lo diciamo per escludere colpi di scena finali, purtroppo la trasposizione cinematografica del manga non rende giustizia a quello che è da anni un fenomeno di costume in tutto il mondo; la storia solo vagamente assomiglia a quella voluta da Akira Toriyama, i personaggi sembrano più paladini americani che fieri giapponesi che vivono seguendo i principi della virtù e della calma e la loro caratterizzazione manca del tutto di ironia e sagacia, le stesse che hanno fatto la forza del manga e dell’anime.

E anche chi è appassionati dai combattimenti resterà purtroppo spiacevolmente deluso e pensare che l’attore che interpreta Goku dice di aver "trascorso un minimo di cinque ore al giorno a studiare karate, kung fu e capoeira. Un duro allenamento di sei mesi, accompagnato da una dieta speciale"; la resa è pessima e quello a cui assistiamo sullo schermo è una sorta di parodia mal realizzata di celebri film di combattimento stile Bruce Lee, senza capo nè coda.

100 minuti che piaceranno forse ai più piccoli ma che sicuramente non lasceranno soddisfatti gli estimatori di Akira Toriyama e Goku e non troveranno alcuna consolazione nel sapere che è già in cantiere il sequel di Dragonball Evolution!.

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