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11 Dec

Due partite, otto donne e l’identità femminile

3 marzo 2009
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In principio era uno spettacolo teatrale tratto da un libro ma poi, complice il successo e le potenzialità del testo, Due partite è diventato un film che uscirà nelle sale italiane il 6 marzo, in prossimità della festa della donna visto che parla proprio di donne.

Diretto da Enzo Monteleone, Due partite racconta di otto donne in cerca di una loro identità nella società che cambia e si avvale di otto protagoniste d’eccezione: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher.

Si parte dal racconto degli anni Sessanta e del rituale della partita a carte per stare insieme. Ogni giovedì pomeriggio quattro amiche si raccontano amori e tradimenti, teorizzando la maternità, la vita e i problemi del matrimonio. Litigano, ridono, parlano con complicità e un po’ di cinismo.

Trent’anni dopo le figlie si ritrovano al funerale di una delle madri. Sono le stesse bambine che, durante le partite a carte, giocavano nella stanza accanto. Come le loro madri, si confidano sogni e paure, il tempo che passa, il rapporto con il lavoro, il desiderio di maternità.

Sono passati decenni ma l’identità femminile sembra inalterata, nonostante la carriera e l’emancipazione; essere donna significa oggi come allora energia, allegria, fatica e dolore.

"E’ una leggenda che le donne sul set si azzannino ed è offensivo pensare che non siano in grado di sostenere un lavoro fatto in armonia", ha detto in conferenza stampa Paola Cortellesi.

Per Carolina Crescentini "è stato un onore recitare la figlia di Margherita Buy. Avevo visto due Partite a teatro e il suo era il ruolo che più mi aveva colpito. Ho preferito però non chiederle consigli, avevo paura di fare un’imitazione. Il mio personaggio mi ha messo paura ma è anche divertente. Non ascolta, è dura, e cinica, ha paura di perdere ciò che acquisito fermandosi per un figlio".

La madre, invece, ha detto Margherita Buy "vive il grande dolore di aver rinunciato a se stessa per la famiglia, in anni in cui si pensava fosse un dovere".

Alba Rohrwacher ha dichiarato invece di aver chiesto molti consiglia Isabella Ferrari, per interpretare il suo personaggio, Giulia: "mi ha aiutato a capire molti aspetti che di lei mi sfuggivano".

Mentre la Ferrari ha avuto come riferimento principale la propria madre: "le ho rubato gesti e accenti".

Due partite, il trailer:

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