E-commerce, l’Italia arranca

Nel corso dell’Italian e-Commerce Forum, l’osservatorio condotto da NETCOMM e dalla School of Management del Politecnico di Milano con il contributo di CartaSi, eBay e PayPal, si sono tirate le somme sul fenomeno e-commerce che presenta risultati ambigui in Italia.

Per quanto riguarda le frodi, secondo l’Osservatorio la percentuale si ferma allo 0,2% del totale delle transazioni online e dunque appare quanto mai ingiustificata la paura degli italiani nei confronti dell’e-commerce dal momento che, nel caso in cui una transazione non vada a buon fine oppure il cliente non abbia effettuato realmente l’acquisto, è lo stesso cliente ad essere completamente rimborsato.

Le vendite all’estero supereranno nel 2007 i 900 milioni di Euro con una crescita del 22% rispetto al 2006, quando si erano fermate a 740 milioni di euro; ciò perchè il Made in Italy continua ad essere una garanzia sui mercati stranieri nonostante le spese di spedizione siano ancora troppo elevate.

Nel 2007 il 70% degli acquisti online è stato realizzato con carta di credito (97% nel settore del Turismo), il 10% circa tramite Paypal, il 7% mediante bonifico bancario, mentre il 7% degli acquisti online sarà pagato in contrassegno; chiudono la classifica delle modalità di pagamento il finanziamento e altre modalità come il bollettino postale.

Nel 2007 il settore del Turismo continua a trainare il mercato e-commerce e si attesa al 49%; L’Informatica e l’Elettronica di consumo crescono del 19% e le Assicurazioni online, pur riducendo nel 2007 il loro peso al di sotto del 10% dell’e-Commerce, dimostrano un buono stato di salute.

L’Abbigliamento e l’Editoria confermano una quota di mercato intorno al 3% ciascuno.

Nel 2007 saranno evasi circa il 14% di ordini in più rispetto al 2006, con un valore medio dello scontrino di circa 245 Euro.

“La crescita significativa che abbiamo riscontrato anche quest’anno non ci avvicina ancora agli altri paesi europei per diversi motivi”, ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di NETCOMM. “Sul lato dell’offerta le aziende italiane investono ancora poco in questo canale. Il 50% del fatturato del settore è sviluppato dalle Dot.com iniziative imprenditoriali che sono nate solo online. Ancora poche sono le imprese italiane che investono nella multicanalità sfruttando la potenza del canale online. Spesso la reticenza è legata alla paura di cannibalizzare le reti tradizionali”.

“Le vendite all’estero online”, ha concluso Liscia, “crescono ancora (circa il 17% del totale) ma sono concentrate nel turismo ed in misura minore nel settore dell’abbigliamento. Il ritardo nello sviluppo di una offerta più ampia per i mercati esteri porterà, se tale situazione dovesse permanere, ad una riduzione significativa del bilancio commerciale con l’estero. Sul lato della domanda il comportamento degli italiani è ancora lontano da quello degli altri cittadini europei. Oggi la rete è sicuramente il primo media per informarsi prima di un acquisto. Il problema della mancanza di fiducia nei sistemi di pagamento online è fenomeno solo italiano”.