Eurostat fotografa le donne europee

Alla vigilia dell’8 marzo, Eurostat ha fornito un’interessante fotografia relativa alla situazione delle donne in Europa, mostrando come le donne siano ancora carenti in alcuni settori fondamentali per la crescita della società.

Secondo l’ultima rilevazione Eurostat condotta su donne e uomini dai 16 ai 74 anni nei 27 paesi dell’Unione Europea, le donne italiane, dopo le bulgare, sono scarsamente informatizzate.

Secondo Eurostat, infatti, il 64% delle donne italiane non conosce Internet mentre la media Ue parla di un 44% di donne ignoranti in materia.

E se in Danimarca solo il 18% della popolazione femminile non ha alcuna conoscenza di Internet e il 39% dice di cavarsela mediamente bene e in Svezia il 22% delle donne non ha conoscenza della Rete e il 38% presenta invece un livello medio di conoscenza, in Italia ad un livello medio sono solo il 17% delle donne.

A fronte di questa carenza, le donne sono più longeve degli uomini in tutti gli Stati europei in quanto la vita media registra oggi una differenza tra donne e uomini di circa 6 anni a vantaggio della popolazione femminile.

L’indagine diffusa da Eurostat mostra anche che “il tasso di fecondità nell’Unione Europea a 27 si è stabilito a 1,5 figli per donna” anche se il dato cambia in relazione ai Paesi considerati: e così se è più elevato in Francia, Irlanda, Danimarca, Finlandia e Regno Unito e più basso in Grecia, Repubblica Ceca, Lituania, Slovenia, Slovacchia, raggiunge il dato minimo in Polonia.

Per quanto riguarda i livelli di scolarizzazione, nell’Ue raggiungono il diploma di scuola superiore un quarto degli uomini e delle donne: quest’ultime studiano di più in Finlandia, Estonia, Danimarca mentre presentano un curriculum studiorum più modesto in Repubblica Ceca, a Malta e in Romania.

Differenze tra uomini e donne si registrano soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro
: fino al 31 gennaio 2007 il tasso di disoccupazione maschile nell’Unione Europea era del 6,7%, mentre quello delle donne era dell’8,5% con un terzo delle donne che lavorano part time, a fronte del 7,7% degli uomini nella stessa condizione.