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17 Dec

Fecondazione, la legge 40 non aiuta le coppie

dgmag - 11 febbraio 2009
11 febbraio 2009
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Secondo l’80,5% delle coppie con problemi di fertilità, in Italia la legge 40 penalizza gli aspiranti genitori rispetto agli altri Paesi europei.

E’ la fotografia scattata da un’indagine realizzata dal Censis per la Fondazione Cesare Serono su un campione di 606 coppie prese in carico da un centro di procreazione medicalmente assistita.

Secondo il 77,4% del campione, inoltre, la legge 40 che danneggia soprattutto le coppie con minori possibilità economiche.

La legge è criticata soprattutto perché "si preoccupa troppo degli aspetti etici" (71%) e solo il 37,7% pensa che metta al centro la salute delle donne.

Di fronte alle difficoltà legali molte coppie con problemi sarebbero disposti a recarsi all’estero pur di avere un figlio (il 55,5%); il 32,5% del campione dice che non avrebbe problemi a sottoporsi a fecondazione eterologa, utilizzando cioè seme o ovuli di donatori e donatrici, una tecnica vietata in Italia.

Per quanto riguarda i centri specialistici, secondo il Censis prevale i privato (il 55% del totale) specialmente al Centro e al Sud; il primo medico a cui le coppie fanno riferimento (nel 74,8% dei casi) è comunque il ginecologo.

Il rapporto rivela infine che gli italiani soffrono se non riescono ad avere figli: una coppia su tre non ha confidato a nessuno di soffrire del problema, né di essere in cura, il 20% circa non si sente capito da amici e parenti e quasi il 30% lamenta un peggioramento della qualità della vita sessuale.

L’87,3% vive questa condizione come un disagio e quasi la metà, il 44,5%, soffre per il sentimento di "diversità".

Il 65% delle coppie afferma però che se la terapia che sta seguendo non avrà successo ci riproverà e il 70% è convinto che, prima o poi, riuscirà ad avere un bambino.

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