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18 Dec

Francesca di Bobby Paunescu, recensione

dgmag - 3 settembre 2009
3 settembre 2009
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Quanto è razzista l’Italia, specie nei confronti dei romeni? A vedere Francesca, pellicola presentata a Venezia nella sezione Orizzonti, pare proprio che l’Italia sia una delle terre più razziste del mondo.

Una pellicola diretta da Bobby Paunescu che racconta le difficoltà di una generazione di romeni che sognano una vita diversa e, ancora divisi tra l’educazione impartita dal regime e la libertà acquisita con la sua caduta, sperano di trovare fortuna altrove. Magari in Italia.

Questo è quello che sogna proprio Francesca, una ragazza romena che "compra" un lavoro in Italia per 3.000 euro decisa ad aprire un asilo multietnico a Sant’Angelo Lodigiano, nel paesino lombardo da cui prese le mosse Francesca Cabrini, l’intraprendente suora che alla fine dell’Ottocento fece del sostegno agli italiani emigrati in America la missione della sua vita.

In sala la reazione della stampa è stata entusiasta dal momento che il film ribalta in qualche modo tutte le idee classiche: in Francesca tutti disprezzano tutti e non si salvano nè gli italiani, considerati "pericolosi" perchè "espiantano gli organi, usano i romeni come schiavi, zerbini e li arrestano per il semplice fatto che sono romeni", nè i rumeni, alle prese con mazzette, usura, racket di ogni tipo.

Una violenza verbale che non ha lasciato indifferente Alessandra Mussolini che vuole denunciare gli autori del film: "ne parlerò col mio avvocato e vedremo cosa succederà -perché non credo che si possa fare una cosa del genere. Quando io ho parlato della violenza di alcuni romeni in Italia l’ho fatto citando statistiche e numeri. Vuol dire che ho colpito nel segno. Questo film dimostra che loro sono violenti anche nel linguaggio, sono allibita che possa essere presentato un film con un insulto del genere: figuriamoci che succederebbe se un film di un nostro regista prendesse a parolacce un deputato di un altro Paese".

L’idea del film, ha raccontato Paunescu in conferenza, è nata dopo l’omicidio a Roma di Giovanna Reggiani, seviziata e assassinata il 30 ottobre 2007 a Tor di Quinto dal romeno Romulus Nicolae Mailat, condannato all’ergastolo in secondo grado: "quando è accaduto quel fatto orrendo, i politici italiani e romeni hanno fatto grandi sbagli. E a livello personale ho sentito di dover fare qualcosa, anche perché sono per metà italiano, essendo cresciuto a Milano. Mi sono sentito tradito sentendo certe dichiarazioni".

Domenico Procacci, che distribuirà il film con la Fandango, ha spiegato di aver scelto di farlo perchè "ci riguarda da vicino e perché l’atteggiamento degli italiani verso gli immigrati, clandestini o comunitari, è sempre più rigido e duro e porta a comportamenti insensati" e spera che la versione mandata in sala non sarà censurata o tagliata perchè le frasi "non sono il manifesto del film, ma solo l’opinione di un personaggio".

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