Funny Games, la violenza entra in casa

Naomi Watts, Tim Roth e Michael Pitt sono i protagonisti di Funny Games, un film di Michael Haneke remake del celeberrimo e omonimo film del 1997.

Ann, George e il piccolo Georgie sono in cammino verso la loro seconda casa, dove passeranno le vacanze estive; i vicini di casa, Fred e Eva, sono già arrivati e si organizzano per vedersi tutti il giorno dopo per una partita di golf.

Mentre suo marito e suo figlio sono al lago per sistemare la barca a vela messa recentemente a nuovo, Ann inizia a preparare la cena; all’improvviso si ritrova faccia a faccia con Peter, un ragazzo estremamente gentile, ospite dei vicini di casa, venuto a chiedere delle uova.

Ann si appresta a dargli le uova ma, tutto a un tratto, esita: come ha fatto Peter a entrare
in casa? Le cose prendono rapidamente una strana piega e si precipitano verso un’inaspettata
esplosione di violenza che diventa agghiacciante e inspiegabile in quanto non è mai direttamente esposta alla visione del pubblico ma diventa parte integrante del film, l’essenza che pervade la pellicola e lo spettatore.

Una violenza dalla quale nessuno fugge: i protagonisti, il regista e lo spettatore, che diventa anche complice involontario delle azioni malvagie dei due ragazzotti all’apparenza normali ma che nascondono un’infanzia fatta di umiliazioni e malvagità di ogni sorta.

Funny Games è un film che provoca emozioni forti,
che racconta il disagio della nostra società e lo fa scandagliando nell’animo umano, considerato dal regista cattivo e perverso.

Non a caso Haneke ha dichiarato di voler "mostrare la violenza per come essa è davvero: una cosa difficile da mandar giù. Voglio mostrare la realtà della violenza, il dolore, le ferite inflitte da un essere umano a un altro. Uscendo da una proiezione del film, un amico giornalista mi ha detto: “questo film adesso ha trovato il suo vero posto”. Ha ragione, quando nei primi anni Novanta ho iniziato a pensare al primo Funny Games, pensavo soprattutto al pubblico americano. Reagivo a un certo tipo di cinema americano, alla sua violenza, al suo essere naif, al modo in cui gioca con gli esseri umani. In molti film americani la violenza è diventata un prodotto di consumo. Tuttavia, poiché era un film in lingua straniera (tedesco, ndr) e poiché gli attori erano sconosciuti in America, il film originale non ha raggiunto il suo pubblico. Quando nel 2005 il produttore inglese Chris Coen mi ha suggerito di rifarlo in inglese, ho accettato… a condizione che Naomi Watts fosse la protagonista!".