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13 Dec

Gamer, recensione

1 aprile 2010
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Arriva nelle sale venerdì 2 aprile Gamer, la nuova pellicola di Mark Neveldine e Brian Taylor con Gerard Butler.

Il film è ambientato nel 2034 dove miliardi di persone in tutto il mondo seguono Slayers, un gioco online in cui i giocatori telecomandano, in un combattimento all’ultimo sangue, esseri umani scelti tra i detenuti condannati a morte.

Per il gladiatore che sopravvive a 30 round di gioco in palio c’è la libertà, per il suo giocatore fama e ricchezza.

Kable (Gerard Butler) è il primo ad aver vinto 29 battaglie ed insieme al suo giocatore Simon (Logan Lerman) è la star del momento in Slayers; strappatagli la famiglia, imprigionato per un delitto che non ha commesso Kable è stato costretto a combattere contro la sua volontà.

Ma alla vigilia del suo ultimo round capisce che l’unico modo per poter riconquistare la sua libertà e riavere la sua famiglia sarà ribellarsi.

Come era lecito aspettarsi, Gamer è un film giocato tutto sull’adrenalina, sulla velocità e sull’azione in cui si rischia di uscire dal cinema con mal di testa e stati di ansia associati ad euforia.

Il problema non è tanto la scelta stilistica quanto la sceneggiatura che, appoggiata ad una narrazione frenetica, presenta buchi e situazioni al limite del paradossale tanto da diventare più assurda di quanto già non sia.

Inoltre la feroce critica che i due registi vorrebbero rivolgere al mondo dei media diventa una sorta di accettazione implicita degli stessi, sfruttati fino all’osso per il raggiungimento del fine nel corso della pellicola.

Sicuramente non male Gerard Butler, la cui faccia da duro potrebbe forse giustificare la visione del film.

Il trailer di Gamer:

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