0 Shares 8 Views
00:00:00
15 Dec

Good Morning Aman, il dilemma dell’identità ai margini di Roma

11 novembre 2009
8 Views

Diretto da Claudio Noce e interpretato da Valerio Mastandrea, Said Sabrie e Anita Caprioli, arriva nei cinema italiani il 13 ottobre Good Morning Aman.

Aman (Said Sabrie), italiano di origine Somala, ha quasi 20 anni. Bello, intelligente, astuto e che domina ogni sfumatura della lingua italiana, è arrivato a Roma all’età di 4 anni, scappando da Mogadiscio e dalla guerra.

Teodoro (Valerio Mastandrea) è romano, un ex pugile di quaranta anni intrappolato nelle sue colpe e nel suo passato da espiare.

Da tempo Aman e il suo amico Said (Amin Nour) hanno scoperto un luogo dove far sprofondare sogni, speranze e illusioni. Sui terrazzi dell’Esquilino, dall’alto dei tetti, si sentono più simili al fiume di gente che si muove freneticamente lungo la strada sotto di loro. E’ lì che Said decide di scomparire ed è lì che Aman si trova da solo ad abbracciare l’aria.

Aman incontra Sara (Anita Caprioli) e se ne innamora. Lei è il suo sogno irrealizzabile che appare e scompare nella sua vita. Anche lei è smarrita e in cerca della sua identità.

Di sfondo una Roma inedita, fatta di disperazione, orgoglio e speranze, desolazione e vagabondaggi.

Said è partito e Aman ora si sente veramente solo. E’allora che su uno dei terrazzi, in una notte senza attese, appare Teodoro. Aman non dorme mai, non ci riesce. Non vuole farlo, terrorizzato da incubi e ricordi carichi di sangue e malattie. Anche Teodoro non riesce a dormire, fugge dai suoi incubi e dai suoi eccessi. Il dilemma dell’identità li lega fin dall’inizio, la voglia di sentirsi parte di qualcosa li unisce.

Sono due universi distanti che vivono vicini, Aman diventa indispensabile per Teodoro nella ricerca della sua moralità e Teodoro insegna ad Aman che la solitudine può essere un trampolino per conoscere la vita. Aman accompagna Teodoro nel suo passato, nascosto in una bottiglia svuotata da dieci anni, attraverso errori e rimpianti e ne diventa l’angelo custode. Entrambi, pur con esiti opposti, troveranno la forza di liberarsi dalle catene che gli hanno costruito intorno.

Il giovane regista riesce, con Good Morning Aman, a raccontare un universo di sogni, speranze, aspettative e delusioni condiviso da due personaggi all’apparenza antitetici ma in realtà molto simili.

E lo fa usando la realtà come pretesto per raccontare sè stessa, senza scappatoie e senza mezzi termini; allo stesso tempo lo fa senza utilizzare mezzi stilistici di chissà che fattura o pregio ma puntando tutto e soltanto sul contenuto, vera forza della pellicola.

Che, peraltro, racconta di quella Roma che rimane sempre nascosta e imbrigliata tra le cartoline turistiche e gli scintillii delle vetrine; quella Roma che, dietro Piazza Vittorio, nasconde un mondo fatto di sguardi, gesti semplici e parole mai pronunciate.

Loading...

Vi consigliamo anche