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18 Dec

Gravidanze interrotte: è colpa dello smog

LaRedazione - 26 ottobre 2009
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26 ottobre 2009
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Negli ultimi decenni l’età media delle donne in gravidanza è aumentata notevolmente. Per innumerevoli motivi le cui cause sono da ricercar principalmente nello stile di vita moderno, la media dell’età del primo figlio si è spostata dai 25 ai 35 anni.

E’ biologico che quanto più si alza l’età delle donne in gravidanza, tanto più alti sono i rischi per la sopravvivenza dell’embrione. Secondo uno studio condotto da Paulo Marcelo Perin, ricercatore dell’Università di San Paolo in Brasile e a capo della ricerca, lo smog sarebbe una delle cause principali di aborto.

La ricerca è stata condotta su 1.200 donne che vivono in zone inquinate, anche se considerate sicure dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Perin ha infatti spiegato che bastano piccole dosi di inquinamento a compromettere la vita del feto, a causa della riduzione delle cellule fautrici dello sviluppo embrionale.

Ovviamente la notizia può sorprendere tutte le madri che hanno concepito e partorito in città, ma i risultati possono essere più credibili se si considera il numero di aborti rispetto a quello delle gravidanze riuscite.

Dopo aver preso coscienza della notizia, però, viene spontaneo chiedersi quanto peso è giusto dare ai continui “warnings” provenienti da studi e ricerche di tutto il mondo.

I pericoli, si sa, esistono dalla notte dei tempi e se dovessimo preoccuparci di tutto probabilmente non faremmo più figli.

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