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12 Dec

Green zone, recensione

8 aprile 2010
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Paul Greengrass è il regista di Green zone, nelle sale da venerdì 9 aprile, interpretato da Matt Damon, Greg Kinnear, Brendan Gleeson, Khalid Abdalla ed Amy Ryan.

Ispirato al libro Imperial Life in the Emerald City: Inside Iraq’s Green Zone di Rajiv Chandrasekaran, il film di Greengrass racconta la storia di un soldato (Matt Damon) che farà tutto quanto in suo potere per fare chiarezza sul clima di cospirazione che dilaga in un paese instabile, sull‘orlo di una guerra.

Ad un guerriero solitario resta una sola possibilità: oltrepassare il limite per trovare la verità nascosta.

È il 2003 e il primo maresciallo luogotenente Roy Miller e la sua squadra di ispettori ricevono dai loro comandanti l‘incarico di scovare nel deserto dell‘Iraq i depositi dove si suppone siano custodite armi di distruzione di massa. Sfrecciando da un‘insidia all‘altra, in luoghi zeppi di trappole esplosive, gli uomini ricercano i composti chimici mortali, ma si imbattono in un‘elaborata copertura che sconvolge il proposito della loro missione.
 
Preso nell‘intrigo delle operazioni di altri agenti segreti, Miller deve portare avanti il suo compito, muovendosi tra spie dell‘intelligence corrotte sotto copertura e nascoste sul suolo straniero, alla ricerca di risposte che porteranno all‘annientamento di un regime renitente o all‘intensificazione dello stato di guerra in una regione politicamente instabile.

Con un ritmo furioso, in un luogo altamente pericoloso, il soldato scoprirà che tra tutte l‘arma più difficile da trovare è la verità.

Nonostante la politica sia uno dei temi di sfondo a questo Green zone, sicuramente la pellicola di Paul Greengrass non può che essere considerata un action movie tutto giocato sul sapiente uso della camera a mano, delle panoramiche e delle camere ad infrarossi sistemate sugli elicotteri.

Greengrass mescola di continuo le carte dando vita ad un thriller godibile e a tratti sopraffino, in cui le teorie complottistiche cedono il passo ad una ricostruzione dettagliata e minuziosa degli avvenimenti narrati e assumendo un punto di vista scomodo e sicuramente non allineato a quanto gli americani avrebbero voluto fosse raccontato.

Il trailer di Green Zone:

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