0 Shares 9 Views
00:00:00
14 Dec

Happy Family, recensione

22 marzo 2010
9 Views

Tratto dall’omonima commedia di Alessandro Genovesi prodotta dal Teatro dell’Elfo di Milano, arriva al cinema dal 26 marzo Happy Family di Gabriele Salvatores con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris.

Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli sedicenni decisi a sposarsi.

Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati.

In poche parole, due famiglie di oggi, che sfuggono alle catalogazioni e alle etichette, in evoluzione continua, in equilibrio precario, vive, felici e confuse.

Happy Family è una confessione camuffata, un diario mascherato, una commedia che parla della paura di essere felici, di cambiare la nostra vita per qualcos’altro che non conosciamo. È un esorcismo scritto nella Milano d’estate. Quando non si muove una foglia e dal silenzio può uscir fuori quello che di solito sta muto.

Tutti i desideri e tutte le paure. Di essere troppo, di non essere nessuno. Sorrisi, scontri e incontri esaltanti. Brutture e imperfezioni guardate con ironia. Difetti che diventano poesia. E così si scaccia per un po’ il terrore quotidiano di vivere a metà, di essere scontati.

E’ una commedia che racconta la vita come se fosse un film. Oppure è un film che racconta la vita come se fosse una commedia.

Fantastico il finale metacinematografico che ricorda in qualche modo I soliti sospetti e che fa il paio con le tante citazioni cinematografiche sparse e con la presenza di Simon&Garfunkel nella colonna sonora.

Il trailer di Happy Family:

Loading...

Vi consigliamo anche