I blog fanno perdere il lavoro

L’esplosione dei diari online, i blog, è una delle cause maggiori di licenziamento dei dipendenti delle grandi aziende, che spesso sfogano le proprie frustrazioni online lasciandosi andare a commenti poco carini sui loro capi e sul loro ambiente di lavoro.

Secondo uno studio inglese, commissionato dalla società per le risorse umane Croner su un campione di 2000 blogger, circa il 40% ha ammesso di scrivere online commenti scomodi senza considerare il possibile impatto sul proprio capo e su se stessi.

Secondo lo studio si può applicare un interessante parallelismo tra lo strumenti dei blog e l’email come era concepita negli anni Novanta per cui ormai quello che è nato come strumento di comunicazione è diventato strumento in grado di modificare e influenzare i rapporti tra le persone, sul lavoro e nel privato.

“Se le informazioni pubblicate in rete hanno un impatto negativo sull’immagine dell’azienda che può creare seri problemi, il dipendente rischia il licenziamento”, ha avvisato Gillian  Dowling di Croner.

Intanto secondo Gartner, ogni giorno nascono nel mondo circa 175.000 nuovi blog, ma nello stesso tempo aumenta il numero dei blog che non vengono più aggiornati e che, di fatto, hanno chiuso i battenti; gli analisti della società di consulenza sono giunti così alla conclusione che il fenomeno abbia cominciato la sua parabola discendente.

All’origine della disaffezione dei blogger per il “fai da te” c’è, secondo Gartner, l’inaffidabilità tecnologica dei diari in rete, ai quali i navigatori sembrano preferire piattaforme più solide e più diffuse.