I Dico agitano il Governo

Sono ancora i Dico ad infiammare la politica italiana e a mettere in crisi il Governo.

A scatenare il putiferio la manifestazione che si è tenuta a Roma lo scorso 10 marzo e che ha visto scendere in piazza decine di migliaia di persone e vari ministri ed esponenti del governo Prodi i quali hanno voluto far sentire la propria voce come segnale nei confronti della compagine governativa.

In piazza, tra gli altri, i ministri Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Ferrero e Barbara Pollastrini, oltre a numerosi parlamentari, assessori ed esponenti politici; sul palco, dove troneggiava la scritta “Sveglia, è l’ora dei diritti”, sono saliti tra gli altri Dario Fo e Franca Rame.

Ma è polemica all’interno del Governo con Clemente Mastella a sostenere che “la presenza di 3 ministri alla manifestazione e le contestazioni che mi sono state rivolte hanno aperto una frattura nel centrosinistra che non va minimizzata”.
Non solo, perchè il ministro della Giustizia se la prende anche con Fassino che aveva dichiarato che il Governo non è a rischio caduta sui Dico: “ha ragione, il governo non cade se loro sono rispettosi. Se sono intolleranti con chi ha opinioni e idee diverse allora il governo è seriamente a rischio. Non ci deve essere intolleranza, ma rispetto, altrimenti ti chiedi con chi mi accompagno, con chi sto?”.
“Ho sempre creduto”
, ha aggiunto Mastella, “che il governo fosse al riparo da questi movimenti di piazza che avrebbero determinato conseguenze telluriche. Invece la presenza dei miei colleghi, legittima peraltro, non l’ho gradita. Da parte di Prodi era meglio dare un’indicazione congrua prima e non dopo,dicendo che era auspicabile che nessuno andasse a nessuna manifestazione. La perplessità di Prodi l’ho vista quando i miei colleghi erano già a Piazza Farnese. Sarà perplesso anche con me quando andrò al Family day”.
Polemiche e critiche anche da parte della minoranza che, compatta, sostiene saranno proprio i Dico il banco di prova della compagine governativa: “i Dico hanno fatto esplodere nuovi insanabili contrasti all’interno di un centrosinistra incapace di avere una linea politica. Ogni giorno il governo Prodi è ad un passo dalla crisi perché non esiste identità di vedute fra le sue diverse componenti ed a farne le spese sono gli italiani e l’immagine internazionale del nostro Paese”, ha affermato Antonio Tajani, presidente degli eurodeputati di Fi.

“Ma non avevano detto e scritto che l’Unione era compatta? Non avevano nominato addirittura con decreto un portavoce unico del governo dotato di museruole per mettere a tacere i ministri? Sapevamo che era una pagliacciata. Ed ora sono alle solite. Ministri alla manifestazione contro la famiglia. E Prodi li bacchetta”, aggiunge Maurizio Gasparri di An.

Intanto si comincia a lavorare sul Family Day, promosso in primis proprio dall’Udeur di Mastella, che si fa portavoce di chi i Dico non li vuole, la Chiesa soprattutto.

E così la battaglia continua, senza mezzi termini…