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14 Dec

I miti della gravidanza sfatati dalla scienza

23 aprile 2009
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La scienza sfata alcuni miti sulla gravidanza.

Gorge Saade della University of Texas Medical Branch ha dato prova scientifica del fatto che molti dei miti connessi alla gravidanza non hanno alcun fondamento.

Vox populi vuole che il sesso possa essere determinato dalla forma del pancione: se è a punta sarà un maschietto, se è più abbondante sui fianchi sarà una femminuccia. Secondo Saade invece, la forma del pancione dipende dai muscoli addominali e dalle articolazioni pelviche, più o meno dilatate.

Anche l’attribuire il distacco della placenta allo sforzo fisico è una leggenda. In realtà le due cose non sono collegate. Durante la gravidanza è preferibile non sottoporre il corpo a sforzo eccessivo per evitare di nuocere alla schiena della mamma, ma non è questo l’elemento determinante del distacco.

La salute del bambino non dipende dalla sola età della madre, come creduto finora, ma anche da quella del padre.

Alcune delle credenze tramandate sono invece da confermare: il bruciore di stomaco avvertito dalla donna in gravidanza può essere infatti collegato ad abbondanza di capelli del nascituro. La crescita dei capelli del feto è controllata dagli estrogeni, che possono causare un reflusso esofageo, e quindi bruciore.

E’ vero anche che il livello di appetito della mamma cambia a seconda del sesso del feto. Nel caso di un maschietto, l’appetito aumenta a causa del testosterone.

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