I tatuaggi oggi: moda che spesso stufa

Contrariamente a quello che comunemente si pensa, il tatoo non è una pratica dei giorni nostri, ma nasce nell’antichità come forma di appartenenza a una tribù e persiste in questo senso nel tribalismo sudafricano.

E non è più, come ancora oggi si tende ad affermare, un’ elemento contro, caratteristica assunta invece negli annii ’60-’70; nè tantomeno significa appartenenza alla criminalità, pensiero che nell’immaginario collettivo è dovuto alla fama di marinai e carcerati.

Direi piuttosto che oggi il tatuaggio è pura moda. Sono sempre di più infatti le persone che, ad ogni età, si fanno tatuare disegni sul corpo: dai graziosi fiori e dalle delicate farfalle a più pesanti serpenti ed avvoltoi, fino a disegni desamente invasivi: oggi più che mai il tatoo sembra essere irresistibile.

La spesa, non economica, è equilibrata alla grandezza: si va dai 100-150 alle migliaia di euro. Ovviamente è d’obbligo rivolgersi ai professionisti, perchè farsi tatuare in un ambiente poco pulito con aghi non sterili è un rischio da evitare: una sentenza della Suprema Corte di Cassazione sostiene addirittura che , nel caso di complicazioni, "il tatuatore possa essere condannato per lesione volontaria".

D’altra parte si sa bene che, come tutte le cose, anche i tatuaggi stufano e, nonostante il famoso consiglio di farsi tatuare in parti del corpo poco visibili o che sono esposte solo in estate, aumentano ogni giorno le persone che ricorrono alla chirurgia estetica per rimuoverli.

I motivi? Basta pensare alle iniziali dell’ex, tatuaggio-ricordo spesso doloroso, o alla sensazione, oggi così diffusa, di sentirsi schiavi di un segno, di un disegno indelebile.

Il professore M. Signorini, chirurgo e dermatologo, spiega che eliminare un tatoo che si era scelto volontariamente "significa negazione di un’epoca, di uno stato mentale, di un modo di intendere la propria persona nell’epoca, nella società, nel gruppo e voler fare un passo indietro".

E, aggiungerei, è il sintomo di quell’insicurezza del mondo post-moderno, caratteristica prima dell’uomo contemporaneo. Forse allora aveva ragione la Corte di Cassazione a sostenere che "il modo migliore di cancellare un tatuaggio è non tatuarsi".

Ma la rigidità di pensiero non giova a nessuno, tantomeno agli "insicuri". Meglio allora puntare sul "tatuaggio da party", nuova moda americana: un disegno che dura una sera, al massimo due giorni; una novità che, tra l’altro, ha avuto l’onore di "esser ospitata" sulle pagine del New York Times.

O si può scegliere il più semplice e delicato tatoo con l’hennè, un’antichissima tradizione che sembra non voler conoscere la fine, semplicemente perchè il risultato è un bel disegno, resistente all’acqua e che se ne va dopo 2-3 settimane.