Ict: risale l’Italia ma non basta

Secondo la consueta classifica annuale stilata dal World Economic Forum, l’Italia sta guadagnando posizioni per quanto riguarda il settore dell’Information Technology; nonostante questo non raggiunge ancora un piazzamento decente, soprattutto se confrontata con Paesi meno sviluppati.

L’Italia è al 38° posto e si piazza dopo Tunisia (35), Qatar (36) e Cile (31) ed è lontanissima dalla Danimarca, palma d’oro nel settore It.

“La Danimarca”, ha spiegato Irene Mia del Wef, “ha beneficiato della lungimiranza del suo Governo in tema di information and communication technology. Ha livelli eccezionali nell’uso di internet e dei Pc. Formazione, ricerca e sviluppo hanno contribuito alla creazione di un’industria high-tech d’eccellenza”.

Svezia, Finlandia e Norvegia sono avanzate rispetto all’anno scorso collocandosi al secondo, quarto e decimo posto; scendono gli Stati Uniti dal primo al settimo posto a causa di un “relativo deterioramento del contesto politico e normativo”.

L’Olanda è sesta, la Gran Bretagna nona; Germania (16), Austria (17) ed  Estonia (20) sono nei primi venti Paesi della classifica Ict mentre l’Irlanda (21) e la Francia (23) anche se indietro stanno sfruttando al massimo il trend legato all’Ict.

Per l’Italia, gli elementi che frenano sono la burocrazia, i tempi lunghi per l’apertura di un’impresa ,l’inefficienza del sistema fiscale, il livello non adeguato di ricerca e sviluppo nel pubblico e nel privato ma anche l’insufficiente presenza di capitali di rischio e di start up.