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11 Dec

Il figlio più piccolo, recensione

17 febbraio 2010
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Dopo la storia corale descritta nel "Gli Amici del Bar Margherita, Pupi Avati affronta nuovamente un ritratto di famiglia che si svolge tra il presente e il ricordo.

Avati ha scelto come protagonista del film Christian De Sica, ripetendo le esperienze precedenti di affidare ad un attore brillante un ruolo serio e drammatico come ha già fatto con Diego Abatantuono, Carlo delle Piane, Antonio Albanese o Ezio Greggio nel recente Il Papà di Giovanna.

È un giorno d’estate del 1992 a Bologna. Il matrimonio di Luciano Baietti (Christian De Sica) e Fiamma (Laura Morante), già genitori di due bambini di pochi anni, si consuma affrettatamente.

Appena il tempo di un brindisi nei bicchieri di carta e lo sposo parte in compagnia di uno strano personaggio e con un mazzo di documenti con i quali la sposa gli intesta i suoi beni immobili.

Anni dopo, ai giorni nostri, i due bambini sono cresciuti: il maggiore, Paolo Baietti (Marcello Maietta), lavora in un locale del centro e odia quel padre scomparso nel nulla; il figlio più piccolo, Baldo Baietti (Nicola Nocella), buono e generoso, studia cinema e vive modestamente con la mamma e con Sheyla (Sydney Rome), percussionista americana neohippy, accompagnando le due donne nei loro patetici tentativi di carriera musicale e assistendo Fiamma nelle sue frequenti crisi esistenziali.

Nel frattempo, nella campagna laziale, Luciano fa la bella vita nella sua lussuosissima villa: con i soldi della ex moglie e i consigli di Sergio Bollino (Luca Zingaretti), vera eminenza grigia della Baietti Enterprise, è presidente e uomo immagine di una holding che vive di loschi traffici e spudorate raccomandazioni e connivenze.

Ma i tempi si fanno difficili e gli appoggi iniziano a vacillare pericolosamente: il matrimonio tra Luciano e una ricca figlia di papà è un primo passo per recuperare terreno, ma la grande idea è trovare un prestanome sufficentemente ingenuo e fiducioso su cui scaricare la responsabilità delle situazioni più compromesse.

Qualcuno che non sappia e non possa dire di no, qualcuno facile da raggirare, magari facendo appello a improbabili ragioni del cuore: Baldo.

Travolto da un vortice di avvenimenti, il giovane Baietti viene condotto alla villa, da quel padre che non ha mai fatto parte della sua vita. Mentre firma decine di documenti gli viene fatto balenare un inatteso futuro di prosperità, in cui realizzare ogni sogno suo e della sua famiglia, magari accanto a suo padre.

A Bologna Fiamma si scatena in illusioni e Paolo in previsioni pessimistiche.

Ma il sogno dura poco: Baldo dovrà aprire gli occhi, Luciano dovrà rendere conto dei suoi errori, Bollino cercherà di salvare il salvabile.

Tutti i nodi verranno al pettine, nel modo più eclatante e doloroso. Qualcuno si rassegnerà, qualcuno andrà avanti comunque, qualcuno coronerà i suoi sogni. Come nella vita.

Il trailer de Il figlio più piccolo:

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